SISTRI. Le imprese chiedono la proroga. Il Ministero risponde

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che possiamo inventare per molestarli, incepparli e scoraggiarli. Sono parole di Luigi Einaudi, pronunciate quasi mezzo secolo fa, parole di stringente attualità se si pensa allo sconforto e agli avvilimenti di migliaia di imprese che in questi giorni hanno a che fare con il SISTRI (Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi), un sistema utile, ma, per gli addetti ai lavori, complicato e costoso.

Non pare proprio, però, che il Ministero dell’ambiente sia intenzionato a dare ascolto alla voce delle associazioni di categoria per una nuova proroga del SISTRI. Il nuovo tavolo di incontro tra il ministro Prestigiacomo e i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali ha subito un rinvio, probabilmente la prossima settimana e quindi a ridosso della fatidica data del 1° giugno, nel quale il sistema di tracciabilità dei rifiuti sarà in vigore.

Il sistema, in base a quanto disposto dal decreto ministeriale 22 dicembre 2010, sarà pienamente operativo a partire dal prossimo 1° giugno”, così il Ministro per i rapporti con il parlamento, Elio Vito, è intervenuto ieri al question time alla Camera sui problemi di applicazione del sistema denunciati dalle imprese (Confindustria, Rete Imprese Italiani e gli altri soggetti firmatari di una lettera aperta al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, leggi anche SISTRI. Le imprese si appellano a Berlusconi per una nuova proroga).

Sul piano operativo, Vito ha spiegato che vi sono stati ritardi sia nella fase di iscrizione dei soggetti obbligati al SISTRI, sia nella successiva fase di distribuzione dei dispositivi elettronici che, in diversi casi, hanno scontato malfunzionamenti.
Ma la stoccata alle imprese la riserva alla fine, quando dichiara: “A onor del vero, va detto che non sono mancati episodi di vera e propria, deliberata, resistenza al cambiamento”.

Sul caso SISTRI, dunque, il Governo di autoassolve, poiché “ha mostrato senso di responsabilità, concedendo proroghe che si sono succedute nel tempo”.
E sulle richieste, da parte degli operatori che dovranno lavorare con il SISTRI, di un tavolo per ripensare all’intero sistema, Vito ha concluso: “Non vi è stata una carenza di attenzione per le esigenze poste dagli operatori tramite le organizzazioni imprenditoriali di appartenenza che sono state, anzi, direttamente coinvolte nel processo di costruzione e di attuazione del nuovo sistema di controllo della tracciabilità”.

Mancano 12 giorni al 1° giugno, cambierà qualcosa?


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