Rivestimenti di facciata in GRC ad alto impatto architettonico

Interessante alternativa ai tradizionali pannelli di rivestimento in calcestruzzo (di peso superiore e forme limitate) sono gli elementi realizzati in GRC. Questa sigla, acronimo di Glass Reinforced Concrete (calcestruzzo rinforzato con fibra di vetro), indica un materiale composito a matrice cementizia costituito da cemento bianco o grigio, con possibilità di colorazione in pasta, inerti silicei a granulometria molto fine, rinforzato con fibre di vetro allo zirconio resistenti agli alcali e additivato con copolimeri acrilici per conferire al prodotto una adeguata impermeabilità all’acqua e durabilità.

Da un punto di vista tipologico, questi elementi vengono solitamente classificati in relazione a parametri quali la stratigrafia e la struttura interna, la conformazione geometrica e il tipo di finitura superficiale. Quanto al primo di tali aspetti, la produzione attualmente in commercio può essere suddivisa nelle tre categorie dei pannelli “Monoskin” (o single-skin), Alleggeriti e “Sandwich”.
Qui di seguito riportiamo un intervento significativo inerente l’impiego di manufatti prefabbricati in GRC.

Il caso di un edificio adibito a ristorazione a Lucca
Il caso riguarda una serie di elementi diversificata che copre in maniera esauriente alcune delle svariate possibilità offerte da questo prodotto.
Si distinguono infatti elementi di utilizzo per vero e proprio “tamponamento di facciata a cappotto” (coibentati internamente con materiale isolante – lana di vetro- ai più semplici “rivestimenti per facciata ventilata continua”, con scopo di paramento estetico a tenuta aria/acqua (specie per i vani scala o dove la tenuta termo-acustica era assolta da cappottatura tradizionale).

I pannelli prefabbricati in GRC sono risultati insostituibili per la realizzazione della particolare architettura di facciata caratterizzata da forme lineari, da dimensioni elevate (soletta/soletta o nei limiti della logistica) ma soprattutto dal gioco di volumi creato con elementi tridimensionali con spessori differenti (prodotti in unico pezzo), generando un continuo movimento tra sfondato e rilievo con particolare attenzione all’abbinamento tra le superfici specchiate e quelle opache . Anche in questo caso l’utilizzo dei pannelli in GRC costituisce la barriera che divide l’esterno dall’interno garantendo un cappotto continuo passante davanti a tutte le strutture, il pacchetto di facciata è formato dai pannelli in GRC con fissato il materassino in lana di vetro, da una camera d’aria e dal contro-tamponamento interno, parte in lastre di cartongesso e parte in muratura. L’utilizzo di pannelli in GRC ha reso possibile lo studio di un sistema che ha integrato i vari componenti costituenti le facciate, assolvendo alle necessarie verifiche statiche.

Il “Sistema a pannello di facciata”
Si compone di due strutture: una pelle di GRC sottoposta direttamente alle azioni derivanti dall’ambiente esterno, ed una sottostruttura metallica (in questo caso “puntuale” formata da staffe di apprendimento superiore e ritegni inferiori staticamente riconducibili allo schema cerniera/carrello) che ha il compito di trasferire queste azioni alla struttura portante vera e propria dell’edificio (nella fattispecie in c.a.).
Le connessioni tra elemento in GRC e struttura metallica, e tra quest’ultima e l’edificio, sono progettate in modo che siano permesse dilatazioni termiche o piccole deformazioni della struttura portante, evitando stati pensionali aggiuntivi non facilmente prevedibili, che possano dar luogo a fessurazioni.

Sezione tipo e vista di pannello in GRC
Dettaglio aggancio tipo di pannello in GRC

Per approfondire metodi di produzioni, caratteristiche e impieghi del GRC si invita a leggere l’articolo dell’ing. Marco Quattrone sul numero di marzo 2010 del tabloid Ingegneri


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