Ristrutturazione edilizia. Cosa prevede la giurisprudenza su demolizione e ricostruzione?

Ristrutturazione edilizia. Cosa prevede la giurisprudenza su demolizione e ricostruzione?

Ristrutturazione edilizia

L’attività di demolizione e ricostruzione, è caratterizzabile in base delle tipologie di interventi edilizi e regime autorizzativo.

L’analisi non prescinde da una vasta indagine in materia giurisprudenziale, data la (tanto fisiologica, quanto complessa!) interazione tra la materia edilizia, la disciplina urbanistica e le fonti di diritto, in relazione ad argomenti quali:

  • distanze legali in materia edilizia;
  • sagoma edilizia ed area di sedime;
  • ricostruzione di ruderi ed individuazione dei connotati essenziali del manufatto originario;
  • principio della contiguità temporale tra demolizione e ricostruzione.

Edifici crollati o demoliti. Gli interventi rientrano nella ristrutturazione edilizia?

In base al terzo periodo dell’art. 3 c. 1 lett. d) del TUE, “(omissis) nell’am­bito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quella preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica (omissis)”.

Vengono altresì ricompresi nella definizione di ristrutturazione edilizia gli interventi di “ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la pree­sistente consistenza”, con la precisazione che “… con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente”.

Per quanto sopra riepilogato, detti interventi rientrano nell’ambito applicativo della SCIA identificato con la lettera A). Al fine di apprezzare la relativa evoluzione normativa del TUE sullo specifico argomento, si riporta a seguire il confronto tra la versione dell’art. 3 c. 1 lett. d) antecedente l’entrata in vigore della legge 98/2013 e quella vigente:

Art.3 – Definizione degli interventi edilizi

Testo antecedente giugno 2013

d) “interventi di ristrutturazione edilizia”, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quella preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica.

Testo vigente

d) “interventi di ristrutturazione edilizia”, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quella preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente.

Il legislatore introduce quindi la possibilità di ripristinare edifici “crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza”, aspetto sul quale si entrerà in maggior dettaglio in seguito, mediante analisi dedicata alla giurisprudenza disponibile.

SCIA o permesso di costruire?

In coerenza con le modifiche apportate all’art. 3, anche l’art. 10 c. 1 lett. c) presenta un’evoluzione significativa, meglio apprezzabile a mezzo del raffronto sotto riportato:

Art.10 – Interventi subordinati a permesso di costruire

Testo antecedente giugno 2013

c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso.

Testo vigente

c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni.

Non risultano più esplicitamente subordinati a permesso di costruire (con esclusione degli immobili vincolati ai sensi del d.lgs. 42/2004) gli interventi che modificano la sagoma preesistente. Se ne deduce il relativo assoggettamento al regime di SCIA nell’ambito applicativo sopra identificato con la lettera D).

Anche il binomio “sagoma-prospetto” sarà oggetto di analisi dei più recenti orientamenti giurisprudenziali (TAR di Bari – sentenza 3210 del 22 luglio 2004), utili per la lettura critica degli interventi edilizi in esame.

Potrebbe interessarti: Manutenzione straordinaria coperture. Come progettarla?

Cosa prevede la giurisprudenza?

Ulteriore prodotto della conversione in legge del d.l. 69/2013 è l’introduzione nel TUE dell’art. 2-bisDeroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati, di seguito integralmente riportato:

D.P.R. 380/2001 – Art. 2-bis (Deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati)

  1. Ferma restando la competenza statale in materia di ordinamento civile con riferimento al diritto di proprietà e alle connesse norme del codice civile e alle disposizioni integrative, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attività collettive, al verde e ai parcheggi, nell’ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali.

Esiste anche a tal proposito un’ampia espressione giurisprudenziale – utile sia ad agevolare i tecnici estensori delle richieste autorizzative, sia quelli degli uffici incaricati di eventuale redazione delle “disposizioni derogatorie al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444” – che può essere prezioso acquisire al fine di ridurre la portata di potenziali contenziosi facilmente innescabili.

Anche il tema più ampio della demolizione e ricostruzione quale forma di ristrutturazione edilizia ha prodotto ampia giurisprudenza, con espressioni spesso in contrasto, subendo nel tempo non poche evoluzioni.

Per conoscere i recenti orientamenti legislativi, continua a leggere sul volume:

Manutenzione, ricostruzione e risparmio energetico

Manutenzione, ricostruzione e risparmio energetico


Nicola Mordà - Chiara Carlucci - Carmine De Simone - Monica Stroscia , 2019, Maggioli Editore

Questo manuale è una riedizione, aggiornata e ampliata, del volume “Demolizioni e Ricostruzioni” resa necessaria per rispondere alla crescente attenzione verso i temi della sostenibilità, del consumo di suolo, della riqualificazione dell’esistente, della sicurezza strutturale e del...


36,00 € 30,60 € Acquista

su www.maggiolieditore.it


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *