Rinforzo strutturale antisismico per solai di legno

In questo intervento a cura del professor Franco Laner, ordinario di Tecnologia dell’architettura presso l’Università IUAV di Venezia, presentiamo il Sistema Traliccio LPR della Peter Cox utilizzato per gli interventi su vecchi e nuovi solai di legno per evitarne la demolizione e consentire la conservazione nel tempo.

Il “Traliccio LPR” è sagomato con sezione ad omega, così da risultare il “connettore” per i rinforzi strutturali.
Posato direttamente sulle tavole in corrispondenza delle travi da rinforzare e fissato a pressione con viti mordenti, secondo uno schema geometrico che dipende dalle luci del solaio e dai carichi richiesti, consente di ottenere “a secco” e in modo reversibile, la connessione tra legno e calcestruzzo.
Il sistema garantisce deformazioni contenute entro 1/500 della luce ed è in linea con le norme tecniche per le costruzioni in zona sismica.

Considerazioni tecniche
Le nuove NTC (Norme Tecniche per le Costruzioni, d.m. 14 gennaio 2008, vigenti dal primo luglio 2009) ribadiscono le necessità per gli edifici in muratura che i solai debbono assolvere l’importante funzione di ripartizione delle azioni orizzontali fra le pareti strutturali e, pertanto, devono essere ben collegati ai muri e garantire un adeguato funzionamento a diaframma. Affinché l’edificio di muratura abbia un comportamento d’insieme “scatolare”, muri ed orizzontamenti devono  essere opportunamente collegati fra loro. L’apparecchio principe per tale ammorsamento è il cordolo.
Queste prescrizioni sono chiaramente indicate sia nel capitolo 4.5 (edifici in muratura), sia nel capitolo 7.8 (costruzioni in muratura in zona sismica).
Se la funzione del solaio è anche quella di collegare fra loro i muri portanti e di controvento, si capisce la grande importanza che viene ad assumere l’interfaccia muro-solaio, particolarmente per i solai di legno incompatibili, a meno di non ricorrere a protesi metalliche, col calcestruzzo del cordolo, sia perché fra i due materiali non c’è aderenza, sia per la vulnerabilità igroscopica che il legno patisce.
Per i solai di legno/calcestruzzo, qualora il connettore, come è il caso del “Sistema Traliccio LPR” di Peter Cox, sia continuo e sporgente dalla trave, tale interfaccia è facilmente realizzabile e affidabile, annegando il prolungamento del connettore nel cordolo.
Ovviamente diverso è il caso di connettori per solai misti legno/calcestruzzo di tipo puntiforme dove è giocoforza servirsi di armature aggiuntive che dovrebbero, comunque, essere fissate alla struttura di legno come indicato in normativa.
Nella direzione normale alla direzione delle travi, l’ammorsamento del solaio al muro può avvenire con il prolungamento nel cordolo della rete elettrosaldata della caldana collaborante.
Qualora non vi siano cordoli, specie negli edifici da consolidare o restaurare, l’interfaccia fra la partizione orizzontale può essere efficacemente realizzata inserendo il “Traliccio LPR” in opportune sedi della muratura a coda di rondine, oppure con barre a 45° che collegano muratura e trave di legno, oppure ancora ricorrendo a reme, incatenamenti con arpesi e tiranti metallici, di vecchia memoria, o con apparecchi che possono essere suggeriti dalla particolare situazione dell’edificio da consolidare.
Qualora si effettui il consolidamento dei solai di legno con tecnologie legno/calcestruzzo/connettori, come il “Traliccio LPR” che fuoriesce dalla trave, la soluzione della delicata interfaccia è molto agevolata.
Attenzione però. Il consolidamento con solette di calcestruzzo collaboranti con le travi di legno realizza una partizione orizzontale rigida, ovvero un effettivo diaframma capace di distribuire ai muri le sollecitazioni, come quelle sismiche, creando una nuova configurazione del comportamento d’insieme dell’edificio come puntualmente prescrivono le NTC e l’ovvio buon senso statico!
Ne “Le Guide 2” e “Le Guide 4” edite da Peter Cox sono illustrate soluzioni e particolari di questo fondamentale nodo strutturale quando i solai siano di legno o misti legno/calcestruzzo.

Costruzione nuova con cordolo
Particolare-sezione

A cura di Franco Laner, professore ordinario di Tecnologia dell’architettura presso l’Università IUAV di Venezia


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