Rinforzi strutturali con materiali compositi

A oltre quarantacinque giorni dal sisma proseguono le attività di monitoraggio e verifica strutturale degli edifici (leggi articolo). Presentiamo oggi il caso di un antico edificio di culto, la chiesa di Madonna dei Centurelli a Caporciano, in Provincia de L’Aquila, che ha ricevuto un intervento di consolidamento negli anni 2001-2003 e, a seguito del sisma del 6 aprile scorso, pare non avere ricevuto danni gravi.

Descrizione dell’edificio
La chiesa della Madonna dei Centurelli sorge in posizione isolata su di un altopiano e ha l’aspetto imponente che si conviene a uno storico punto di riferimento sul percorso della transumanza nell’Italia centrale. La sua storia è ricca di alterne fasi di fortuna e abbandono che hanno inizio con le preesistenze dell’XI secolo e la costruzione dell’attuale edificio nel XVI con i suoi successivi ampliamenti.
I ricorrenti eventi sismici che lo hanno interessato hanno contribuito a creare periodi di degrado e fatiscenza e fasi di restauro, con tecniche di recupero che sono state puntualmente sottoposte al collaudo dei terremoti successivi. Così, ai danni provocati dal sisma del Settecento sono seguiti due secoli di disinteresse per il monumento, culminati nel 1950 con la proposta di demolizione.
I lavori di consolidamento della seconda metà degli anni Sessanta rispecchiano le tecniche tipiche dell’epoca e realizzano l’inserimento di una cordolo in c.a sulla sommità delle murature, la messa in opera di imponenti capriate a doppia falda in c.a. e di un solaio in latero-cemento. Questi interventi hanno avuto gravi responsabilità nel dissesto subito dalla struttura con il sisma del 1997 che ha provocato numerose lesioni verticali passanti nelle pareti perimetrali laterali, mentre le volte interne erano prossime al crollo.

Descrizione dell’intervento
L’intervento di consolidamento e di miglioramento sismico, realizzato in più fasi a partire dal 1999, ha conseguito l’obiettivo di fornire all’edificio un maggior grado di sicurezza alle azioni orizzontali, con il ripristino della configurazione strutturale precedente al restauro degli anni Sessanta e l’integrazione delle capacità portanti originarie dell’edificio con tecnologie e materiali più compatibili con l’esistente.
La massa muraria delle pareti verticali e delle volte è stata consolidata con iniezioni a bassa pressione di Rurewall B1, legante speciale per boiacca pozzolanica impiegato anche nell’inghisaggio delle cuciture armate realizzate per ripristinare sia il comportamento scatolare tra i diversi elementi strutturali dell’edificio, sia l’efficacia dell’ancoraggio del cordolo sommitale alle murature. Le volte sono state quindi rinforzate con il placcaggio estradossale realizzato con Ruredil X Mesh C10, innovativo sistema FRCM costituito da rete in fibra di carbonio e matrice inorganica pozzolanica, preceduta dalla regolarizzazione della superficie con malta Rurewall RZ. Il rinforzo, insieme con l’inserimento di catene trasversali, han-no consentito la rimozione della struttura di copertura in c.a., eliminando una massa inerziale pericolosa per la sicurezza sismica dell’edificio.
Il sisma del 6 aprile 2009 non sembra aver provocato gravi danni alla struttura, se non la comparsa di una lesione in facciata con una piccola espulsione di materiale.


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