Riforma delle professioni: Lo Presti promosso, Siliquini bocciata

Se gli ingegneri italiani stanno seguendo da vicino, e non senza interventi pungenti, il lungo iter verso un’attesa e necessaria riforma delle professioni, hanno anche gli occhi puntati su quanto di positivo viene proposto in questo senso. La proposta di legge n. 3480, ad esempio, presentata alla Camera da Antonino Lo Presti (Pdl), viene salutata con entusiasmo dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

È questo l’incipit del comunicato con cui il Consiglio nazionale degli ingegneri dimostra di accogliere con estremo favore la proposta Lo Presti. Un entusiasmo pari alla freddezza con la quale, invece, era stata accolta la proposta Siliquini, giudicata velleitaria e non idonea a risolvere i problemi delle professioni. Soprattutto, giova ricordarlo, riguardo:
– la definizione di professione intellettuale che perde la fondamentale caratteristica di essere regolamentata;
– l’equiparazione tra i titoli formativi professionali e universitari;
– la interpretazione del ruolo degli attuali ordini assimilati ad associazioni;
– la costituzione di un consiglio nazionale indistinto di tutte le professioni che agirebbe in rappresentanza di interessi non più della professione ma dei professionisti;
– la nuova interpretazione del concetto di tariffa liberante derogabile;
– l’accorpamento in un unico albo dei tecnici per l’ingegneria sia degli attuali professionisti diplomati che dei laureati triennali con la conseguente eliminazione della sezione B degli attuali Ordini, in contrasto con quanto previsto dal d.P.R. 328/2001;
– la confusione che si verrebbe a creare per la individuazione dei professionisti da parte della committenza circa il percorso formativo.

Tornando alla proposta 3480 il presidente del CNI Rolando ha commentato: “Da tempo i professionisti attendono una manovra che guidi il comparto delle professioni fuori dalla crisi, favorendo in questo modo anche la ripresa del sistema Italia e di chi, come le libere professioni, contribuiscono in modo considerevole al prodotto interno lordo nazionale”.

I punti cruciali individuati nel testo Lo Presti sono la possibilità di compensare i crediti vantati dal professionista con i debiti tributari, di rivedere il rapporto dei professionisti con la pubblica amministrazione (che tende ad avere tempi lunghi per i pagamenti delle parcelle), di ricevere, come le imprese, incentivi (anche per i giovani che entrano nel mercato).

Il ritorno dei minimi tariffati negli appalti
Altro punto fondamentale, inoltre, è il ritorno ai minimi tariffari negli appalti pubblici (leggi articolo), che ristabilirebbe le necessarie garanzie per una corretta realizzazione, nonché un equo compenso per le prestazioni d’intelletto, salvando i professionisti più seri e scrupolosi da un’ingiusta uscita del mercato.

Misure di sostegno e di incentivo per lo sviluppo delle libere professioni, nonché delega al Governo in materia di estensione della disciplina del concordato preventivo e per l’istituzione di una procedura di esdebitazione in favore dei professionisti – Proposta di legge 3480 Lo Presti Faenzi, Pecorella, Mussolini, Costa, La Loggia, Scalia, Bernini Bovicelli

A cura di Mauro Ferrarini


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