Rifiuti RAEE. Un tesoro da recuperare e valorizzare

Rifiuti RAEE. Un tesoro da recuperare e valorizzare

Rifiuti RAEE

Dove vanno a finire le vecchie apparecchiature elettriche ed elettroniche?

I rifiuti RAEE rappresentano un vero e proprio tesoro e ad esserne consapevole è l’Unione Europea che ha finanziato il progetto “Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery” che mira alla ricerca di nuove opportunità commerciali e sperimentali per la raccolta di materie prime critiche (CMR) e metalli preziosi.

A prenderne parte sono Regno Unito, Germania, Italia e Turchia. Ciascun paese presenta fasi diverse di maturità nello sviluppo, una peculiarità più che una barriera che permette il confronto incrociato in modo da poter sviluppare un quadro a livello europeo.

Tra i partners del progetto ci sono ENEA e Consorzio Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) che con RecyclingBorse, Asekol, Axion Consulting e Re-Tek per tre anni hanno collaudato diverse modalità di recupero, tra cui il trattamento meccanico e i processi chimici.

Un tesoro di circa 45 tonnellate di rifiuti RAEE provenienti dai scarti tecnologici, raccolti nei paesi europei che comprende antimonio, berillio, cobalto, fluorite, indio, gallio grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, metalli del gruppo del platino e rame.

Queste sono solo alcune delle 27 materie prime critiche relativamente alle quali l’UE si è prefissata di organizzare flussi commerciali alternativi che promuovano l’economia e le soluzioni sostenibili affinché si riduca la dipendenza dal capitale naturale della terra e dalla necessità di estrarre le materie prime.

Un aspetto evidenziato da Dario della Sala, responsabile della Divisione tecnologie e processi dei materiali per la sostenibilità – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali dell’ENEA: “Dentro i piccoli elettrodomestici si possono recuperare alcune delle principali materie prime di difficile reperimento in natura, ma che hanno un ruolo fondamentale in moltissimi settori, dall’aeronautica all’elettronica di consumo, dall’industria automobilistica alle energie rinnovabili come eolico e fotovoltaico”.

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Rifiuti RAEE. Quali sono gli obiettivi del progetto?

Il progetto, nato nel 2015, con la sfida di incrementare il recupero delle materie prime critiche che al 2016 presentava una percentuale dell’1%, mira ad aumentare del 5% il tasso di recupero dei CRM dai RAEE entro il 2020.

Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery, finanziato dal programma europeo LIFE, Innovative UK, governo gallese e Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Department for Environment, Food and Rural Affairs – DeFRA), e coordinato dalla società WRAP, è stato articolato in quattro fasi:

  1. sperimentazione di nuovi sistemi di raccolta dei RAEE;
  2. sperimentazione di innovativi sistemi di trattamento per il recupero delle materie prime critiche;
  3. valutazione dei risultati ottenuti;
  4. elaborazione di raccomandazioni per i decisori politici e per l’intero sistema di gestione dei RAEE.

Quali soluzioni sono state messe in pratica?

In Italia, ENEA in collaborazione con il Consorzio Ecodom ha messo a punto una procedura per valutare l’obsolescenza dei monitor dismessi, attuata su un campione di 43 schermi piatti presso lo stabilimento STENA di Angiari (Verona). Di questi 36 sono stati avviati alla filiera di recupero di metalli e di altri materiali, mentre 7, ancora funzionanti, sono stati recuperati e potrebbero essere riportati sul mercato.

Non solo i monitor, sono stati oggetto della sperimentazione. Anche 2 tonnellate tra cellulari e piccoli elettrodomestici (videogiochi, videocamere, ferri da stiro, tastiere per computer, cavi elettrici, mouse, asciugacapelli, radio, torce elettriche, lettori cd e dvd, batterie e carica batterie), sono stati raccolti e trattati da parte di Ecodom, insieme a AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val.

In seguito alla sperimentazione sono state elaborate le 5 linee guida finalizzate all’incremento della raccolta ed il recupero di queste materie prime che prevedono:

  • ridisegnare e armonizzare le infrastrutture di raccolta;
  • aumentare la consapevolezza dei cittadini su raccolta e trattamento corretti dei RAEE;
  • introdurre incentivi per favorire le buone pratiche;
  • promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo del recupero incoraggiando una maggiore collaborazione internazionale;
  • introdurre standard nel trattamento dei RAEE.

Il recupero del CRM avrà un grande impatto sulle economie locali e sulla popolazione degli Stati membri, il progetto svolgerà un ruolo importante nella crescita e l’occupazione per l’Europa portando importanti opportunità economiche, migliorerà la produttività, ridurrà i costi e aumenterà la competitività.

Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom, ribadisce l’importanza di un’azione comune: “Secondo le stime in Europa ogni anno vengono generati 9,9 milioni di tonnellate di rifiuti RAEE. Di queste però solo il 30% viene gestito correttamente. Se tutti i RAEE prodotti in Europa fossero raccolti e riciclati adeguatamente si potrebbero recuperare 186 tonnellate di argento, 24 tonnellate di oro e 7,7 tonnellate di platino. È con questo scopo che nel 2015 è nato il progetto: aumentare il tasso di riciclo delle materie prime essenziali contenute nei RAEE del 5% entro il 2020 e del 20% entro il 2030. Ecodom ed ENEA faranno tesoro delle lezioni apprese dal progetto portandole in discussione all’interno della rete di esperti europei dell’iniziativa SCRREEN, che si propone di rafforzare la strategia europea per la gestione responsabile dei CRM” .

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