Riduzione del rischio sismico: documentazione per D.I.A. e permesso di costruire

L’allegato D della delibera n. 121 del 1° febbraio 2010 la Giunta regionale dell’Emilia Romagna specifica con esattezza quale sia la documentazione attinente alla riduzione del rischio sismico da produrre per il rilascio del permesso di costruire e per la denuncia di inizio attività.

Lo scopo di tale delibera è quello di garantire in modo oggettivo che l’attività di progettazione sia stata affrontata nel suo complesso ed in maniera unitaria tra le componenti architettoniche, tecnologiche e strutturali dell’organismo edilizio.

Come già accennato (leggi articolo), la delibera n. 121 definisce la documentazione minima da presentare a corredo della domanda per il rilascio del permesso di costruire o della denuncia di inizio di attività (D.I.A.), al fine di assicurare che nella redazione del progetto architettonico si sia tenuto debitamente conto delle esigenze di riduzione del rischio sismico, ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettera b), della l.r. n. 19 del 2008.
Tali disposizioni si applicano sia per le nuove costruzioni sia per gli interventi sulle costruzioni esistenti; rimane comunque indispensabile procedere con l’autorizzazione preventiva o la denuncia di deposito del progetto esecutivo riguardante le strutture.
In primo luogo viene definita la figura del progettista strutturale dell’intero intervento che rappresenta il riferimento delle eventuali diverse figure specialistiche che concorrono alla progettazione della costruzione. Il progettista strutturale dell’intero intervento deve anche confrontarsi con i soggetti incaricati della progettazione architettonica e impiantistica in modo da recepire i relativi dati necessari per valutare le interazioni reciproche e le interazioni con il sistema strutturale.

Nuove costruzioni
Per quanto riguarda le nuove costruzioni, la documentazione minima è costituita da una dichiarazione, da una relazione tecnica e da elaborati grafici.
La dichiarazione deve essere firmata dal progettista abilitato che cura la progettazione strutturale dell’intero intervento e contiene la asseverazione che l’intervento è progettato nel rispetto delle Norme tecniche delle costruzioni e delle prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica.
La relazione tecnica illustra le modalità con cui il progettista delle strutture ha dato seguito alla concezione strutturale dell’opera, senza particolari elaborazioni analitiche. Le informazioni minime richieste sono:
– gli estremi del committente;
– gli estremi del progettista architettonico e del progettista strutturale che curano la progettazione dell’intero intervento;
– individuazione del sito in cui sorgerà l’opera con rappresentazione cartografica in scala 1: 1.000 o 1: 2.000 del contesto urbano e territoriale;
– eventuali documenti tecnici applicativi adottati ad integrazione delle vigenti norme tecniche per le costruzioni;
– indicazioni, basate sulle risultanze dell’indagine geologica, delle caratteristiche del terreno su cui sorgerà la costruzione;
– tipologia fondale adottata;
– destinazioni d’uso previste per la costruzione, dettagliate per ogni livello entro e fuori terra, con specificazione delle azioni permanenti e variabili agenti;
– “vita nominale” e “classe d’uso” della costruzione;
– tipologia strutturale adottata e motivazioni della scelta compiuta;
– materiali adottati;
– parametri che concorrono alla definizione dell’azione sismica di riferimento in base alla tipologia strutturale adottata e alle condizioni del sito;
– analisi delle interazioni tra le componenti architettoniche, impiantistiche;
– analisi finalizzate a perseguire il più possibile i criteri di regolarità in pianta ed in elevazione della costruzione;
– dimensionamenti di massima dei principali elementi strutturali attraverso l’impiego di schemi semplici e facilmente controllabili per una agevole lettura e interpretazione dei risultati.
Infine gli elaborati grafici hanno il compito sintetizzare le analisi riportate nella relazione tecnica, descrivendo lo schema strutturale che andrà inserito sugli elaborati grafici del progetto architettonico (piante e sezioni), nella stessa scala grafica, con l’indicazione delle dimensioni di massima dei principali elementi strutturali, delle principali canalizzazioni o collocazioni di impianti e componenti tecnologici.

Edifici esistenti
Per quanto riguarda invece gli edifici esistenti invece, oltre a quanto previsto per edifici nuovi, la relazione tecnica deve contenere:
– il tipo di intervento previsto (se di riparazione o intervento locale, miglioramento o adeguamento) e relativa motivazione e/o giustificazione della scelta adottata in relazione al tipo di intervento previsto;
– una sintesi delle analisi storico critiche delle evoluzioni che hanno interessato la costruzione per individuare il sistema resistente;
– riscontri delle prime indagini diagnostiche di massima compiute e loro eventuale pianificazione di dettaglio per l’attività di progettazione esecutiva necessaria per approfondire il livello di conoscenza;
– prime analisi finalizzate all’eventualità di interventi strutturali che riguardino anche le fondazioni;
– analisi di massima della struttura esistente e delle sue vulnerabilità nello stato di fatto e delle modalità volte alla loro eliminazione e/o mitigazione;
– analisi degli accorgimenti finalizzati all’eliminazione o alla riduzione delle irregolarità in pianta ed in elevazione della costruzione, dal punto di vista del comportamento sotto l’effetto delle azioni sismiche e dei carichi verticali e proposte esecutive conseguenti;
– individuazione degli interventi sulla struttura in elevazione e motivazioni della scelta compiuta;
– indicazione dei materiali adottati motivando le scelte compiute, in relazione ai requisiti di resistenza meccanica e di durabilità.

Articolo dell’Ing. Stefano Valentini


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