Riciclaggio delle cartucce usate

Le normative in materia di rifiuti (d.lgs. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni) stabiliscono che i materiali di consumo esauriti devono sempre essere classificati come rifiuti speciali ed in alcuni casi anche pericolosi, imponendo rigide procedure per il loro smaltimento.

Ne elenchiamo le più importanti:
– verificare la pericolosità o meno del rifiuto (analisi),
– aprire la posizione ambientale,
– caricare il rifiuto sul registro di Carico/Scarico,
– contattare un trasportatore, previa verifica dei requisiti,
– registrare sul Registro lo scarico (4° copia che deve tornare dal destinatario),
– pagare il trasportatore, l’impianto e la persona che, all’interno dell’azienda, segue la gestione burocratica,
– compilare il MUD, se tra i soggetti obbligati, e presentarlo alla CCIAA di competenza.

Tali procedure devono essere eseguite anche per i toner e residui di inchiostro, che se gettati indiscriminatamente con altri rifiuti destinati alle discariche possono essere fonte di inquinamento ambientale.
Accanto alla riduzione della produzione di rifiuti, nel caso specifico nel nostro piccolo facendo una scelta accurata di ciò che effettivamente merita di essere stampato, deve essere promosso il recupero dei rifiuti.
In Italia, più di 280 milioni di cartucce per stampanti sono state gettate al macero nel 2004. All’interno di tali rifiuti vi sono plastica, metalli, rifiuti speciali come Toner o residui di inchiostro. Tutto questo è un potenziale inquinamento ambientale.
Per questo motivo il WWF ha sostenuto la collaborazione con Printer Point, azienda che si occupa del recupero e riciclo di cartucce esauste per stampanti a getto di inchiostro, raccolte sia da privati che da aziende. L’iniziativa prevede il conferimento delle cartucce ink-jet vuote e di toner esausti di stampanti e fotocopiatrici in un contenitore fornito e ritirato dalla ditta “Printer Point”, una volta riempito e dopo aver contattato la stessa.
Nel frattempo la Hewlett-Packard (HP) e altre compagnie stanno lavorando per creare un nuovo ciclo: dal consumatore al produttore, sempre allo scopo di recuperare e riciclare quanto possibile dalle cartucce esauste.
Nel 2007 HP a livello mondiale ha ricevuto 39 milioni di cartucce destinate al riciclo, anche in questo caso sia da parte di privati che di aziende.
Il processo di recupero può essere di due tipi: open-loop recycling o closed-loop recycling.

Open-loop recycling
Il primo passo consiste nel rimuovere il tampone di inchiostro dal contenitore di plastica. Il tampone viene inviato al trattamento per il recupero dei metalli presenti al suo interno, mentre il contenitore plastico viene trattato sino ad ottenere polietilene ad alta densità (HDPE), venduto come materiale di riempimento dei container da spedizione, o per parti di auto o per la costituzione di fibre di altri prodotti.

Closed-loop recycling
Le cartucce HP contengono metalli, schiuma e plastica.
Dopo la rimozione del tampone il resto viene ridotto a brandelli. Le varie componenti vengono separate in appositi macchinari mediante processo gravitativo, ovvero sfruttando il diverso peso specifico si riescono ad ottenere diversi strati: la plastica galleggia al top, mentre la schiuma e i metalli stanno sotto. I materiali vengono quindi convogliati in diversi contenitori: plastica, metalli non magnetici (ferrosi), metalli magnetici (ferrosi), rame mescolato a schiuma, il tutto sotto controllo accurato di un operatore.
Il rame viene quindi estratto, così come gli altri eventuali metalli preziosi o semipreziosi presenti.
La plastica viene utilizzata per la produzione di nuove cartucce.

HP ha destinato deciso di destinare il 25% delle cartucce esauste recuperate all’open-loop recycling, il restante 75% al closed-loop recycling.

Fonti:
Internet
Green Guide – National Geographic – www.thegreenguide.com

Articolo dell’ing. Roberta Lazzari


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