Resistenza al fuoco facciate. Cosa prevede la normativa?

Resistenza al fuoco facciate. Cosa prevede la normativa?

Resistenza al fuoco facciate

Se parliamo di resistenza al fuoco facciate, è inevitabile considerare che negli ultimi decenni il numero di edifici di grande altezza è aumentato notevolmente caratterizzando così le skylines delle grandi città del mondo. Nuovi edifici ecosostenibili con altezze antincendio superiori ai 24 m, nuovi condomìni realizzati in un’ottica di restyling ed efficientamento energetico di facciate. Queste le strutture interessate dalle nuove linee guida che il Ministero dell’Interno ha redatto per le facciate.

Ovviamente, tali regole non si applicheranno ai condomini per i quali, all’entrata in vigore del testo normativo, siano già in possesso di un progetto approvato dal competente Comando dei Vigili del Fuoco relativamente al rifacimento di facciate.

Le facciate, che siano semplici finestre o curtain walls di ultima generazione diventa elemento su cui il progettista antincendio dovrà porre molta attenzione. Le facciate ventilate rappresentano, infatti, un aggravio di rischio per il sistema edificio in caso di incendio e quindi su di esse si è focalizzata l’attenzione di ricercatori e studiosi nel campo della sicurezza antincendio, in particolare per quanto riguarda la resistenza al fuoco facciate.

Quali obiettivi stabilisce la nuova regola tecnica sulle facciate?

Lo scopo del nuovo testo ministeriale prevede due obbiettivi principali:

  • limitare la probabilità di incendio di una facciata e la sua successiva propagazione, a causa di un fuoco avente origine esterna (incendio in edificio adiacente oppure incendio a livello stradale o alla base dell’edificio);
  • evitare o limitare, in caso d’incendio, la caduta di parti di facciata (frammenti di vetri o di altre parti comunque disgregate o incendiate) che possono compromettere l’esodo in sicurezza degli occupanti l’edificio e l’intervento in sicurezza delle squadre di soccorso.

La verifica dei requisiti antincendio viene ovviamente diversificata al seconda delle diverse tipologie di facciate:

  • facciata semplice;
  • facciate a doppia parete;
  • facciata a doppia parete ventilata ispezionabile;
  • facciata a doppia parete ventilata non ispezionabile;
  • curtain wall (facciata continua);
  • parete aperta;
  • parete chiusa;
  • kit.

Andiamo ora ad analizzare in dettaglio le diverse tipologie di facciata e i requisiti antincendio richiesti dalla normativa di settore.

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Resistenza al fuoco facciate. Quali sono i requisiti previsti dalla normativa?

Come visto in precedenza il legislatore, con le indicazioni dei requisiti di sicurezza antincendio delle facciate, cerca di ottenere due principali risultati:

  1. quello di limitare i danni provocati da un incendio proveniente dall’interno dell’edificio;
  2. quello di proteggere l’edificio da un incendio esterno all’edificio. Infatti è proprio la storia che ci insegna che spesso le facciate possono essere oggetto di incendio come ad esempio quanto accaduto nella città di Londra alla Grenfell Tower.
Resistenza al fuoco facciate

Incendio Grenfell Tower Londra_ ©telegraphcouk

In generale le linee guida del Ministero degli Interni prevedono che per edifici con carico d’incendio specifico inferiore o uguale a MJ/mq (al netto del contributo degli isolanti presenti nella facciata) non sono richiesti requisiti specifici di resistenza al fuoco, allo stesso modo per edifici con carico d’incendio specifico superiore a MJ/mq ma provvisti di impianto di spegnimento automatico.

La storia cambia per tutti gli edifici che non ricadono in queste due categorie.

Infatti per edifici provvisti di facciate semplici o curtain walls occorre in corrispondenza di ogni solaio o muro trasversale l’installazione di elementi costruttivi con classe di resistenza al fuoco E60 – ef. Nel caso delle curtain walls e delle facciate non appoggiate direttamente su solai e muri occorre l’interposizione di una giunzione con caratteristiche EI60.

Allo stesso modo per le facciate a doppia parete ventilate non ispezionabili, la parete interna deve avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco facciate semplici e non sono richiesti elementi orizzontali di interruzione ma esclusivamente materiale isolante del tipo Bs3d0 ovvero resistenza al fuoco pari a EI30.

Per le facciate a doppia parete ventilate ed ispezionabili, è possibile dividerle in tre macro categorie:

  • parete esterna chiusa ed intercapedine interrotta da elementi di interpiano resistenti al fuoco;
  • parete esterna chiusa con intercapedine priva di interruzioni;
  • parete esterna aperta.

Per le facciate appartenente alla prima categoria devono essere presenti solai e setti di compartimentazione del tipo E60, se le intercapedini presentano aperture allora occorre la presenza di sistemi automatici di chiusura delle aperture del tipo E60.

Per le facciate della seconda categoria a parete interna dovrà avere resistenza al fuoco EW30, mentre nel caso delle curtain walls dovrà avere giunzioni di facciata con classe di resistenza al fuoco EI60.

Molto più semplice della terza categoria, cioè le pareti esterne aperte le quali devono rispettare analoghi requisiti delle facciate semplici.

La verifica di resistenza al fuoco può essere svolta sia mediante prove in laboratorio e quindi rispondenti alle norme EN 1364 ed EN1366, oppure mediante il metodo tabellare previsto dal D.M. 16/02/2007.

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Reazione al fuoco. Quali minimi per garantire la resistenza al fuoco facciate?

Per la reazione al fuoco le facciate devono essere almeno di classe 1 di reazione al fuoco ovvero classe Bs3d0. Per i prodotti isolanti protetti da materiale di classe A2 devono essere almeno Cs3d2; se invece è protetto da materiale A1 con spessore superiore a 15mm la classe non dovrà essere inferiore ad E.

Per le guarnizioni ed i sigillanti che occupano una superficie superiore al 10% dell’intera superficie della facciata il legislatore ha deciso di applicare le stesse prescrizioni previste per i prodotti isolanti.

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