Reidratazione di terreni coesivi fondali. La tecnologia Hydrater

I terreni coesivi spesso sono soggetti nel tempo a disidratazione e di conseguenza a diminuzione di volume (consolidazione). Questo può comportare la comparsa di lesioni e crepe sugli edifici che intestano le loro fondazioni su questo tipo di suoli.

Queste “fratture” tendono a richiudersi durante le stagioni piovose e aumentano durante quelle secche (in particolare d’estate). La tecnologia Hydrater messa a punto dalla Thesis srl sulla base degli studi condotti dal dott. Pasquale Armillotta (1) consente di arrestare nel tempo questo fenomeno “a fisarmonica”.

Hydrater sfrutta in parte il processo elettrosmotico in assenza di tubo catodico drenante, utilizzando l’acqua naturalmente presente nel terreno o artificialmente fornita.
La metodologia dell’intervento non è invasiva e permette la salvaguardia e il rispetto degli ambienti presenti, soprattutto in ambito urbano.

L’applicazione prevedeva l’infissione nel terreno di elettrodi in grado di generare un campo elettrico continuo a bassissimo voltaggio. Applicare questo campo elettrico a terreni coesivi con componente argillosa attiva, in presenza d’acqua naturale o artificialmente fornita al terreno, ha portato a un parziale recupero dei cedimenti e alla quasi immediata cessazione della variazione di volume del terreno, con arresto e in certi casi regressione dei sistemi fessurativi a esso associati.

Il sistema, coperto da brevetto, consente di intervenire in situazione di difficoltà operativa con i mezzi tradizionali, e di ridurre al minimo le attività di cantiere. È un sistema non invasivo, economico e rispettoso dell’ambiente.

Note
1. Per maggiori specifiche sul principio applicativo vedi: Armillotta P. (2000) – “Consolidamento e recupero di cedimenti di terreni coesivi mediante elettrosmosi”– Workshop sul tema “La Geofisica strumento di monitoraggio ambientale”, Armillotta P. (2002) – “Recupero parziale mediante elettrosmosi dei cedimenti differenziali di costruzioni adibite a civili abitazioni” – XXI CONVEGNO NAZIONALE DI GEOTECNICA A.G.I. (L’Aquila 11/14 settembre 2002) – Atti del Convegno pp. 357 – 363.)


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