Registro per la sicurezza di cantiere: come utilizzarlo

Una delle figure centrali dello schema della sicurezza nei cantieri è, senza ombra di dubbio, il Coordinatore in fase di esecuzione. Su di lui e sulle sue funzioni molto è stato scritto; soprattutto in relazione agli innegabili rischi che questa figura professionale deve affrontare nel momento operativo della gestione e del controllo della sicurezza durante l’esecuzione dell’opera.

Non a caso, proprio perché la sua presenza in “prima linea” lo investe di pesanti responsabilità, tutta la legislazione specialistica di settore ha affrontato e sviscerato gli innumerevoli casi di problematicità che il Coordinatore può trovarsi a dover affrontare nel lungo e complesso processo di realizzazione di un’opera, qualunque siano le dimensioni e la tipologia tecnologica della stessa.

Ciò nonostante, ancora poco è stato scritto in merito ad uno degli strumenti di maggiore importanza nello svolgimento operativo del ruolo di Coordinatore in fase di esecuzione: il registro di cantiere per la sicurezza.
Eppure è proprio nel registro di cantiere per la sicurezza che il coordinatore trova lo strumento formale che gli permette di poter “tener traccia” di quella che è stata la sua attività di controllo e coordinamento svolto nel cantiere; nel malaugurato caso di infortunio (grave o mortale che sia), infatti, è proprio nel registro che il Coordinatore può trovare gli elementi formali che gli permettano di affrontare la complessa e lunga dinamica delle indagini accerta mentali e del conseguente processo penale che ne deriva.

È di fondamentale importanza, quindi, che il registro di cantiere per la sicurezza divenga un vero e proprio “compagno di viaggio” del Coordinatore per ogni cantiere, permettendogli di garantire, dopo un’azione di controllo:
– un flusso sicuro ed incontrovertibile di informazioni e disposizioni operative verso le imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi, comunque disponibile anche nei giorni successivi per le maestranze che andranno ad operare all’interno del cantiere e che non erano presenti nel giorno della visita del Coordinatore;

– un costante livello di comunicazione ed informazione con la direzione dei lavori e, di conseguenza, con la committenza, soprattutto in merito all’evoluzione dei lavori ed alle scelte che quest’ultima dovrà avallare o promuovere in caso di reiterata ed inopportuna reticenza di un’impresa esecutrice a sottostare alle regole di sicurezza dello specifico cantiere;

– di fornire alle autorità di vigilanza (Asl o DPL), in caso di ispezione sul cantiere, non solo la documentazione formale necessaria richiesta dalla legge ma, soprattutto, quella concreta ed operativa che l’evoluzione di un processo costruttivo inevitabilmente richiede.

È proprio questa, in realtà, la principale contraddizione che caratterizza lo strumento del registro di cantiere per la sicurezza: pur non essendo espressamente richiesto dalla legislazione in vigore, è uno strumento di assoluta importanza, la cui fondamentale funzione non può essere sostituita da nessun altro elemento tradizionalmente utilizzato in cantiere.

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Articolo di Daniele Verdesca, tratto dal volume Il registro di cantiere per la sicurezza, Maggioli Editore, 2010. Rimini


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