Quarto Conto Energia: le proposte e le opinioni

Venerdì 18 marzo al Tavolo sulle rinnovabili tenutosi presso il Ministero dello sviluppo economico, gli stakeholder del settore hanno incontrato i rappresentati dell’esecutivo per confrontarsi sul futuro del mercato delle rinnovabili e sull’evoluzione del quarto Conto Energia.

Durante l’incontro il GIFI ha presentato la posizione espressa dall’Assemblea dei soci che si sintetizza in tre punti:
1. garantire i diritti acquisiti;
2. eliminare il limite annuale di potenza incentivabile previsto dal decreto legislativo;
3. prevedere un sistema incentivante virtuoso che assicuri stabilità e dia certezze al settore del fotovoltaico, proponendo il modello tedesco.

Ritengo – dichiara Valerio Natalizia, presidente di GIFI – che si possa arrivare a breve a una soluzione condivisa che risolverà il problema del regime transitorio per dare certezza anche agli investimenti in corso”.

I costruttori di pompe di calore promuovono il Decreto Rinnovabili
Molto positivo è il riscontro che il decreto ha raccolto in altri settori industriali. Il Coaer, l’associazione che raccoglie i costruttori di apparecchiature ed impianti aeraulici, ha espresso un giudizio lusinghiero sul Decreto Romani.

Il recepimento della direttiva relativa alla promozione dell’uso delle rinnovabili”, dichiara infatti Bruno Bellò, presidente Coaer “è un atto dovuto e necessario al nostro Paese per sviluppare finalmente una politica seria e concreta sull’uso delle rinnovabili che al di là degli impegni presi (20/20/20) è una decisione indispensabile considerata la situazione negativa relativa all’approvvigionamento energetico del nostro Paese”.

La cogenerazione (Italcogen) e Assotermica, invece, lo bocciano
Di tutt’altro tenore, invece, le dichiarazioni della presidente di Assotermica, Paola Ferroli (leggi anche Decreto Rinnovabili: i produttori di impianti termici reagiscono) e di Silvio Rudi Stella, presidente di Italcogen, l’associazione dei costruttori e distributori di impianti di cogenerazione.

Secondo Stella, infatti: “Per il settore industriale si sono succedute regolamentazioni disorganiche e disarticolate che, seppur presentate come favorenti l’efficienza, hanno invece colpito proprio la possibilità di svilupparne la parte riferita alla cogenerazione diffusa, scenario particolarmente penalizzante per gli imprenditori industriali di taglia medio-piccola che vedono quindi diminuire, in tale periodo di crisi, l’auspicio di abbattere i propri consumi e costi produttivi dando nel contempo un forte contributo per la salvaguardia dell’ambiente”.

In questo quadro si è posizionato il testo del recepimento 2009/28/CE – atto 302 del Governo ormai approvato – sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili che inusitatamente ha “invaso” il campo della Efficienza Energetica e della Cogenerazione creando volutamente sovrapposizioni  con le “rinnovabili” e quindi  peggiorando ulteriormente lo scenario e la chiarezza oltre che dal punto di vista dei processi autorizzativi anche delle direttrici di sviluppo  nel settore dell’Efficienza Energetica/Cogenerazione, continua Stella in una nota diffusa alla stampa.
Conclude il presidente Italcogen, “In tal modo si crea un’ulteriore confusione  nel sistema degli incentivi e si impone una forte, tecnicamente improponibile e poco chiara, estensione della applicazione delle rinnovabili negli interventi di ristrutturazione immobiliare che difficilmente potranno essere realizzati”.


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