Quarto Conto Energia e Fotovoltaico: obiettivo Grid Parity

Definire il Quarto Conto Energia in modo da traghettare la crescita fino alla grid parity, con una riduzione graduale e progressiva degli incentivi, fino ad esaurimento previsto al 2016. Garantire quindi la stabilità del sistema incentivante, senza cambiamenti in corsa. Questa una delle proposte inviate a Confidustria e al Ministero dello sviluppo economico da Assosolare per la definizione del quarto conto energia e dei nuovi incentivi al fotovoltaico, che si attendono entro la prima decade di questo mese, come anticipato qualche giorno fa dal ministro Prestigiacomo (leggi anche Decreto Rinnovabili: il testo e gli allegati tecnici. E in aprile arriva il Quarto Conto Energia)

Assosolare dunque gioca d’anticipo e, forte anche della posizione del settore bancario e delle commissioni parlamentari e soprattutto della mobilitazione generale dell’opinione pubblica (resa ancora più forte dopo i tragici avvenimenti del sisma in Giappone e dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima) ha inviato a Confindustria e ai Ministri Romani e Prestigiacomo un testo di proposta su alcuni punti rimasti aperti e irrisolti dall’ultimo tavolo tecnico di Confindustria per la definizione del c.d. Quarto Conto Energia (leggi anche Quarto Conto Energia: le proposte e le opinioni).

Le proposte per il Quarto Conto Energia
Duplice lo scopo delle proposte avanzate. Da un lato tutelare gli investimenti e i posti di lavoro del settore, dall’altro garantire il controllo dei costi che gli incentivi comportano.

La piattaforma presentata da Assosolare per la discussione è basata su sei punti principali che riassumiamo:
1. Consentire un passaggio graduale tra sistema attuale e nuovo sistema, tutelando almeno il 2011 per salvaguardare gli investimenti ed evitare effetti retroattivi.

2. Definire il Quarto Conto Energia in modo da traghettare la crescita fino alla grid parity, con una riduzione graduale e progressiva degli incentivi, fino ad esaurimento previsto al 2016. Garantire quindi la stabilità del sistema incentivante, senza cambiamenti in corsa.

3. Considerare particolari forme di tutela per la filiera industriale italiana emergente.

4. Operare un controllo dei costi prevedendo un tetto di spesa di circa 6.9 miliardi di euro per un massimo di 20 €/MWh (nello scenario più costoso). Il tetto proposto di 6 miliardi €/anno al 2016 è ancora troppo basso.

5. No a tetti annuali che pregiudicherebbero la bancabilità degli investimenti, ma obiettivi annui indicativi di 3 GW fino al 2016, prevedendo riduzioni anticipate della tariffa in funzione della potenza installata, sempre nell’ottica del contenimento della spesa.

6. Ancorare la riduzione delle nuove tariffe al criterio della “fine lavori certificata” e non più all’entrata in esercizio degli impianti, ma con degli accorgimenti che scongiurino il ripetersi del “fenomeno Alcoa”.

Fonte Assosolare


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