Quando (non) inquinare diventa un gioco: l’App Carbon Warfare

Quando (non) inquinare diventa un gioco: l’App Carbon Warfare

(di Roberta Lazzari)  Una nuova strategia per sensibilizzare i più giovani verso i problemi del riscaldamento globale viene dall’ultima conferenza sul clima COP22, tenutasi a settembre di quest’anno a Marrakech. Nuova, controcorrente e volutamente provocatoria. Infatti si tratta dell’app Carbon Warfare (per Android e iOS) sviluppata dalla software house Gamesource Studio, divisione di Virtuos, con cui giocare a inquinare, avendo accortezza nello scegliere tutti i comportamenti peggiori che possono portare ad un rapido degrado del mondo in cui viviamo.

Supponendo che il concetto di riscaldamento globale sia un’invenzione creata per ostacolare la produzione dei Paesi occidentali e competitivi, ed ammettendo che eventualmente la sua esistenza sia dovuta a cause naturali, non resta che pregare e pertanto possiamo ritenerci liberi di agire come meglio (o peggio) crediamo.

Vince chi inquina di più fino alla distruzione del globo, con effetti e fenomeni a catena causati dal riscaldamento globale e dai cambiamenti del clima. In particolare il gioco sviluppa diverse proiezioni su cosa accadrebbe se la temperatura media si alzasse da 15 a 21 gradi.

Gli sviluppatori dell’app si sono basati su modelli scientifici reali, utilizzati dai climatologi ed esperti in ricerca.

Il giocatore viene istigato ad inquinare implementando l’utilizzo di combustibili fossili, dando il via quindi ai meccanismi del riscaldamento globale e valutandone gli effetti e i disastri naturali (incendi, tempeste di sabbia, alluvioni) che si verificheranno procedendo nella simulazione.

Dovranno essere gestite tre variabili:

  • profitti;
  • emissioni di CO2;
  • consapevolezza,

in sei scenari possibili, si potranno scegliere diverse attività inquinanti, adattando la strategia alle caratteristiche dei diversi continenti, prima che la popolazione si renda conto di quanto sta accadendo e cerchi alla fine di trovare una soluzione contro le emissioni.

Un progetto che si spera porti a sensibilizzare maggiormente le nuove leve di domani anziché fornire nuovi spunti su come rovinare la terra.


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