Puglia approva reddito energetico regionale. Di cosa si tratta?

Puglia approva reddito energetico regionale. Di cosa si tratta?

Il primo comune a sperimentare il reddito energetico regionale, partito da un’ idea del deputato M5S Riccardo Fraccaro, è stato Porto Torres (Sassari) e a mostrarsi interessata alla sperimentazione in corso presso la città sarda è stata la regione Puglia che il 16 luglio 2019 ha approvato la proposta di legge finalizzata all’istituzione del reddito energetico regionale.

A darne ufficialità è stata la nota, emessa dalla Regione Puglia, dell’assessore allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino: “La legge, presentata dai colleghi del Gruppo consiliare M5S, primo firmatario il consigliere Trevisi, è passata con il parere favorevole mio personale e del Governo regionale. Essa contiene contemporaneamente un intervento di contrasto alle povertà e lo sviluppo di energia pulita. Infatti favorisce la diffusione di impianti fotovoltaici di produzione di energia elettrica, consentendo di acquistare e mettere a disposizione questi impianti a favore di utenti in condizione di disagio economico, valutata mediante il valore dell’indicatore ISEE”.

L’intento del reddito energetico regionale è quello di andare incontro ai soggetti meno abbienti e al contempo incentivare lo sviluppo di energie rinnovabili. Difatti la proposta di legge prevede che la Regione Puglia acquisti e metta a disposizione impianti fotovoltaici da installare sui tetti delle abitazioni di persone disagiate o di condomini, in comodato d’uso gratuito.

Potrebbe interessarti: active house. Edifici che danno più di quanto consumano

In che modo sarà messo in atto il reddito energetico regionale?

A tal proposito la nota, di Borraccino, recita: “Grazie a questo provvedimento, le famiglie potranno realizzare consistenti risparmi sui costi della bolletta elettrica. Si istituisce così il reddito energetico regionale, che incoraggia l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici: i soggetti beneficiari riceveranno i contributi previsti, in cambio dell’obbligo di cedere alla Regione gli eventuali crediti maturati nei confronti del gestore dei servizi elettrici”.

Nello specifico, i fondi messi a disposizione della regione sono pari a 5,6 milioni di euro e serviranno per l’acquisto degli impianti fotovoltaici. A finanziare il fondo, destinato ad investimenti futuri su altre famiglie, saranno gli incentivi legati alla vendita dell’energia non utilizzata, mentre il resto dell’energia prodotta dagli impianti green sarà usufruita dai beneficiari indigenti.

È prevista la pubblicazione di bandi da parte della regione che avranno come oggetto l’acquisto, l’istallazione, la manutenzione straordinaria (quella ordinaria è a carico dei beneficiari così come la potenziale condizione di riscatto dell’impianto) raccolta dati e gestione.

Al momento, l’assenza di regole applicative circa l’accesso al reddito energetico e i criteri di selezione dei destinatari, non consentirà di rendere la legge operativa nell’immediato.

Leggi anche: solare fotovoltaico: quali obblighi per evitare le sanzioni? Scarica il tool “verificare-19”

Reddito energetico regionale: dà una mano ai cittadini e alle città

Il consigliere della Regione Puglia, Antonio Trevisi, ha dichiarato:Siamo la prima regione in Italia, con lo stanziamento di 5,6 milioni non solo daremo un sostegno alle famiglie in difficoltà – sottolinea – ma contribuiremo anche ad abbattere le emissioni atmosferiche“, Trevisi ha inoltre precisato: “la Puglia è la regione che brucia più carbone in Italia, oltre il 40% del consumo nazionale viene bruciato in una fascia di 70 km tra Brindisi e Taranto. Le fonti rinnovabili e la generazione distribuita – aggiunge – sono l’unica vera prospettiva di liberazione dalle fonti fossili”.

L’obiettivo è pertanto quello di favorire la diffusione di impianti fotovoltaici nelle utenze domestiche o condominiali e premiare gli utenti che interverranno per la rimozione dell’amianto dalle coperture. Un progetto, per adesso riservato ai redditi bassi ma che molto probabilmente è destinato in futuro ad essere esteso a tutti i cittadini, nato per incoraggiare la sensibilità verso la possibilità di impiego delle fonti rinnovabili come valida alternativa ai combustibili fossili e stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro.

Ti consigliamo:

Fonti rinnovabili negli edifici: requisiti di legge e metodi di calcolo

Fonti rinnovabili negli edifici: requisiti di legge e metodi di calcolo


Matteo Serraino , 2017, Maggioli Editore

La rilevanza degli obblighi di legge (definiti all'interno del D.Lgs 28/2011 e dei provvedimenti regionali) e la complessità della normativa tecnica di calcolo (contenuta all'interno delle UNI/TS 11300) hanno reso necessario un momento di riflessione sul tema delle fonti rinnovabili negli...


14,90 € 13,90 € Acquista

su www.maggiolieditore.it


 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *