Protezione antisismica di strutture in muratura. Modalità di intervento (parte III)

Concludiamo la seconda parte del dossier dedicato alla protezione antisismica degli edifici in muratura a cura dell’ing. Pierpaolo Cicchiello. Questo articolo prosegue nell’esame delle tecniche di intervento del c.d. intonaco armato. Sono pochi i parametri che “guidano” la scelta delle caratteristiche di base di un intervento condotto con il ricorso alla tecnica dell’intonaco armato.

Per quanto concerne le scelte progettuali di base di un intervento come questo, con riferimento allo spessore delle lastre, ricerche condotte in ambito accademico hanno evidenziato come il massimo incremento di resistenza della parete si raggiunga quando lo spessore delle lastre è di 3 cm.

Va precisato che spessori maggiori possono comportare il miglioramento del comportamento globale della struttura, dovuto all’incremento dello spessore resistente della parete, pur se la resistenza diminuisce.

Con attenzione al numero di connettori trasversali, si intuisce come l’incremento del numero delle barre comporti l’aumento della resistenza della parete, con attingimento della massima resistenza per un numero di 4 barre di armatura per metro quadrato.

In maniera analoga, per il diametro dei connettori trasversali, all’incremento del diametro delle barre corrisponde un aumento della resistenza della parete, fino al raggiungimento del massimo per un diametro delle barre di 8 mm.

Per quanto riguarda la maglia della rete elettrosaldata, con la diminuzione della maglia della rete si aumenta la resistenza della parete, che raggiunge il suo valore massimo quando la maglia è di 15 cm.

Detta rete elettrosaldata è caratterizzata inoltre dal diametro delle maglie: incrementando il diametro della rete, aumenta la resistenza della parete, con la massima resistenza che si consegue quando il diametro della rete è pari a 8 mm.

Parlando del consolidamento condotto con la realizzazione di una o due pareti in calcestruzzo armato aderenti alla parete in muratura da consolidare, la modellazione viene svolta considerando un comportamento meccanico equivalente tra muratura e calcestruzzo armato.

Le grandezze meccaniche così definite vanno ulteriormente ridotte per mezzo di coefficienti riduttivi che servono a tenere in conto le altre condizioni che possono influenzare il calcolo quali numero e diametro dei connettori trasversali ed area di armatura verticale ed orizzontale.

Per quanto concerne le scelte progettuali di base di un intervento come questo, incrementando il numero dei connettori trasversali, la resistenza della parete aumenta, ottenendone il valore massimo quando sono presenti 6 barre di armatura per metro quadro.

Per quanto attiene il diametro dei connettori trasversali, l’incremento aumenta la resistenza della parete fino al valore massimo che si raggiunge quando il diametro è 12 mm.

Articolo di Pierpaolo Cicchiello, Ingegnere strutturista e collaboratore del Politecnico di Milano

Leggi il dossier
1. Antisismica. Gradi di conoscenza e Strutture in muratura (parte I)

2. Protezione antisismica di Strutture in muratura. Modalità di intervento (parte II)

Leggi il precedente dossier sulla modellazione di strutture in muratura:
1. Antisismica. Modellazione di edifici esistenti in muratura (parte I)

2. Antisismica. Metodo POR per la modellazione di edifici murari (parte II)

3. Antisismica. Metodo degli Elementi Finiti nella modellazione strutturale (parte III)

4. Antisismica. I metodi a telai equivalenti per la modellazione di strutture murarie (parte IV)


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