Proroga alle Ntc

Nella seduta di mercoledì 21 gennaio 2009 l’8ª Commissione permanente ha espresso parere favorevole alla proroga al 30 giugno 2010 del termine del regime transitorio per l’operatività della revisione delle Norme tecniche per le costruzioni di cui al comma 1 dell’articolo 20 del decreto-legge n. 248 del 2007, convertito, con modificazione dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31.

La Commissione ha esaminato per quanto di propria competenza il disegno di legge n. 1305 “Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti“.

con decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 sono state emanate le nuove Norme tecniche per le costruzioni, in relazione a cui, al fine di realizzare una fase transitoria che renda possibile un passaggio “morbido” tra la vecchia e la nuova normativa, è prevista una fase di applicazione sperimentale che vede coesistere sia la precedente che la nuova disciplina; il suddetto regime transitorio scadrebbe il 30 giugno 2009, termine che non consentirebbe l’adozione tempestiva e la divulgazione della circolare contenente le indicazioni applicative, nonché talune prescrizioni integrative delle nuove Norme tecniche, circolare in corso di elaborazione

si ritiene necessario prevedere la proroga al 30 giugno 2010 del termine di cui al comma 1 dell’articolo 20 del decreto-legge n. 248 del 2007, convertito, con modificazione dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, relativo al regime transitorio per l’operatività della revisione delle Norme tecniche per le costruzioni

Tale proroga si inserisce in un contesto normativo che si basa ancora oggi sul decreto ministeriale del 9 gennaio 1996. Peccato che dal 1996 ci siano stati diversi tentativi di allineamento agli Eurocodici con l’ordinanza n. 3274 del 2003 e d.m. del 14 settembre 2005 (possibile collegamento con l’articolo relativo già pubblicato) purtroppo falliti per coloro che si sono aggiornati. La pubblicazione definitiva del d.m. del 14 gennaio del 2008 sembrava promettere il cambiamento sostanziale che da anni era previsto e che ha causato una forte preoccupazione tra i tecnici. La nuova normativa stravolge radicalmente i metodi di progettazione e di calcolo, le opere strutturali richiederanno costi aggiuntivi e probabilmente non si riusciranno ad adattare più così facilmente alle “variabili” architettoniche; come farlo capire ai progettisti interessati e agli operatori in cantiere? Da diversi mesi le software house producono gli aggiornamenti necessari, si attivavano i corsi di approfondimento, con i relativi esborsi economici,  su una normativa che presenta prima capitoli non approvati, poi continui riferimenti a normative europee e soprattutto a una circolare (Istruzioni per l’applicazione delle “Norme tecniche per le costruzioni”) rimasta solo sotto forma di bozza. L’incertezza fa desistere la maggioranza dei tecnici e provoca sconforto in coloro che da anni stanno cercando di aggiornarsi e di studiare seriamente le possibilità ed i limiti offerti dalle nuove norme. Il tecnico rischia ora di perdere la sua credibilità nei confronti del committente al quale deve giustificare i costi aggiuntivi di nuove tecnologie, non essendo tutelato dalla normativa, e verso i progettisti e le imprese per i continui e ancora inutili allarmismi. Come spesso accade, fino ad ora ha avuto ragione chi si è sempre disinteressato dell’entrata in vigore delle nuove norme, a discapito di chi invece ha investito tempo e risorse per l’allineamento a queste tanto attese nuove metodologie di progettazione.

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