Progetto Gigatherm. Rivestimento isolante ad alta efficienza

“Un prodotto rivoluzionario”, è stato questo il commento del mondo scientifico e tecnico di fronte al nuovo prodotto brevettato dal prof. Ettore Del Giudice, docente di Tecnologie della Facoltà di Ingegneria della Seconda Università di Napoli. Si chiama Gigatherm e si preannuncia di grande interesse per il mondo dell’edilizia: a prima vista appare come una semplice vernice, ma in realtà si tratta di in un rivestimento costituito da un reticolo di micro-bolle di ceramica immerse in supporto acrilico, che presenta quattro eccezionali caratteristiche fisiche: alta riflettività termica; alta impenetrabilità da parte di agenti esterni (acqua, smog, batteri, muffe, alghe); elevata traspirabilità; elevata resistenza all’invecchiamento. Un prodotto che ha l’ambizione di costruire il futuro con quasi inimmaginabili campi di applicazione.

Le eccezionali caratteristiche fisiche di cui il prodotto è dotato sono dovute all’alta concentrazione di minuscole bolle, con un diametro che varia da 0,2 a 100 micron circa, che grazie al vuoto spinto interno e al materiale di cui sono fatte, sono capaci – secondo quanto afferma il suo inventore – di riflettere l’energia termica come uno specchio, di resistere ad acidi e temperature elevatissime. Ma queste sono solo alcune delle caratteristiche di questo nuovo straordinario coibente: il materiale presenta anche costi molto contenuti, pari a meno di 4 €/mq, risulta capace di ridurre le spese di riscaldamento fino al 30%, è idrorepellente e impermeabilizzante ma perfettamente traspirante ed è capace di inibire muffe e funghi.

Inoltre, aspetto non secondario, Gigatherm è di facile impiego, dal momento che si può applicare a pennello o rullo, facendo attenzione a particolari accorgimenti, e anche a spruzzo “airless” (con spruzzatori, cioè, che non immettono aria nel prodotto) direttamente sulle pareti non preparate ed in tutte le sfumature di colori possibili. Due mani di isolante (con 15 litri di prodotto si ha una resa di circa 50 mq) garantiscono uno spessore di 0,4 mm più che sufficiente per riflettere gran parte del flusso di calore e per proteggere dagli ultravioletti il prodotto stesso e quello ricoperto, in modo da impedire tutte quelle reazioni chimico-fisiche che generano l’invecchiamento del materiale.

Significativa anche la resistenza meccanica: conserva una capacità elastica pari a quasi l’80% di quella della pelle umana, già testata su supporti suscettibili di variazione dimensionale per dilatazione termica (murature, intonaci, tegole) o di grandi deformazioni (guaine o tessuti). “Abbiamo eseguito prove di trazione standard con una macchina Zwich dotata di estensimetro meccanico – spiega Del Giudice – ottenendo un allungamento a rottura fra 180 e 250%, e un carico di snervamento pressoché coincidente con il carico di rottura. In effetti, si può ritenere che l’incrudimento sia pari a zero e che il materiale possa essere classificato come una lega superplastica. Abbiamo inoltre fatto un test immergendo una doga di vetroresina rivestita col prodotto in un tratto di mare pieno di alghe e mitili: dopo cinque mesi era intatta, il che lascia ipotizzare sviluppi molto proficui anche nel campo della nautica”.

Ma non è finita qui. Gigatherm possiede anche un’incredibile resistenza al fuoco: in specifici esperimenti, un telo-tenda rivestito con uno strato di “vernice” di 0,5 mm si è dimostrato in grado di fermare la fonte di fuoco in tre minuti e uno strato di cartongesso di 2 cm, ricoperto da uno di isolante di 2 mm, ha resistito per 90 minuti a un bruciatore a 1.000°C. Infine c’è un’altra caratteristica che fa balenare prospettive assai interessanti: la luminescenza. «Il materiale – chiarisce il suo inventore – può essere modificato in modo da trattenere la luce e di rilasciarla: con un’esposizione di un’ora, si potrà garantirne fino a 5 o 6 di luminosità».

Il professore Del Giudice, che a questo progetto ha lavorato per quattro anni in perfetta solitudine, si è avvalso della collaborazione, per la materia prima, di un grande gruppo industriale tedesco e sostiene che c’è già la possibilità di produrre su vasta scala due varianti di questo rivestimento coibente (“Gigatherm I”, per interni, e “Gigatherm E”, per esterni) con opportune modifiche alle linee di impianti oggi esistenti. Non stupisce, quindi, che con questa incredibile gamma di applicazioni, Gigatherm stia già suscitando un interesse straordinario anche nei mercati esteri.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni


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