Progettazione esecutiva: una banca dati di nodi costruttivi

Il settore delle costruzioni in Italia è stato attraversato da diverse “rivoluzioni”, non ultima quella provocata dei recenti recepimenti delle direttive europee sul contenimento dei consumi energetici, tuttavia quanto è successo negli anni Novanta con l’iter che ha portato all’approvazione della legge quadro sui lavori pubblici è probabilmente “La” rivoluzione nel settore costruzioni (guarda il video sul nostro canale youtube).

Tale legge è nata in seguito a un travagliato periodo di gestione delle opere pubbliche in cui il rispetto dei tempi e dei costi previsti era l’eccezione, peraltro assai rara, e non la norma. Opere pubbliche che terminavano con ritardi superiori al doppio del tempo di realizzazione previsto o con costi che duplicavano o triplicavano il budget sono state per un certo periodo di tempo accettate quasi come se non fossero eventi paradossali e indicatori di patologie del sistema.

Il legislatore ha ritenuto che il modo migliore per evitare simili fallimenti nella gestione del processo di realizzazione delle opere pubbliche fosse quello di dare massima centralità alla fase di progettazione delle stesse. La fase di progettazione, secondo le intenzioni del legislatore, deve essere talmente completa ed esaustiva da evitare o, quantomeno, limitare al massimo i contenzioni con le imprese appaltatrici che portavano a ritardi e aumenti di costo. Si pensi che la prima versione della legge quadro sui lavori pubblici non prevedeva la possibilità di varianti al progetto in fase di esecuzione. Tale rafforzamento della centralità della progettazione, finalizzata alla limitazione delle varianti in corso d’opera, è stato visto dal legislatore come lo strumento per aumentare la qualità del costruito. Si può dire che l’introduzione dei tre livelli di progettazione, preliminare definitivo ed esecutivo, e l’individuazione dei contenuti minimi di ciascuno di essi è stata una dei momenti più qualificanti dell’evoluzione normativa per i lavori pubblici.

L’esigenza di una progettazione completa fino al progetto esecutivo, che è il progetto che determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare e il relativo costo previsto e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale da consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo, continua ad essere molto sentita dagli operatori del settore anche per via dell’introduzione sul mercato di prodotti edilizi di complessità funzionale e di relazione sempre maggiore la cui messa in opera non può più essere affidata alla sola capacità ed esperienza degli operatori sul cantiere. Capacità che, come noto, tende a diminuire sempre.

Infine, le prestazioni richieste ai componenti edilizi, specialmente quelli appartenenti all’involucro, sono sempre maggiori e sempre più complesso il loro controllo in fase di progetto, si pensi, ad esempio, che per la progettazione di una facciata continua in alluminio e vetro si devono verificare le prestazioni secondo più di cinquecento norme tecniche o leggi. Tale controllo si deve ovviamente estendere alle connessioni tra componenti differenti poiché spesso è proprio la connessione il punto debole dal punto di vista prestazionale. Il modo corretto, e probabilmente l’unico, per controllare in fase progettuale le prestazioni delle connessioni e assicurarne la corretta realizzazione nella successiva fase esecutiva è quello di disegnarle con una elevata scala di dettaglio al fine di evidenziare tutte le criticità. Il progetto del dettaglio costruttivo diventa allora l’accentratore di diverse competenze (termiche, acustiche, legate alla tenuta all’acqua,…) e lo strumento di dialogo tra queste. Il progettista, in questo scenario, collassa tutte le informazioni che acquisisce dagli specialisti e le trasforma in un linguaggio, il disegno, comprensibile da chi poi sarà chiamato a realizzare quanto progettato.

In questo contesto una banca dati di nodi costruttivi (guarda il video sul nostro canale youtube)in cui tutte le problematiche legate alla verifica delle prestazioni sono state affrontate diventa un utile riferimento per il progettista che potrà ispirarsi alle soluzioni proposte per ottimizzare quanto sta progettando. Tale utilità è massimizzata dalla possibilità di cambiare, per limitati parametri, le caratteristiche degli elementi tecnici che costituiscono la banca dati e ottenere in automatico la verifica delle principali prestazioni che queste devono soddisfare.


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