Procedure VIA e onere dell’impugnazione

Non tutti i progetti di opere/interventi vanno sottoposti obbligatoriamente alla Valutazione di Impatto Ambientale. In alcuni casi, infatti, determinate categorie progettuali (quelle dell’allegato II o loro modifiche/estensioni, e quelle dell’allegato IV) necessitano del (preventivo) giudizio di compatibilità ambientale solo se ritenute suscettibili di possibili effetti significativi e negativi sull’ambiente.

L’art. 20, d.lgs. 152/2006, descrive lo svolgimento di tale procedura di verifica (detta anche screening), dettando con precisione le modalità di svolgimento, i tempi procedurali e il ruolo delle “parti” coinvolte (Autorità competente, soggetto proponente, pubblico interessato). Ciò che conta, comunque, è che, quando richiesta, tale procedura è preliminare (e propedeutica) al corretto svolgimento e compimento dell’iter istruttorio che porta all’autorizzazione del progetto sottoposto a screening. Questo comporta, naturalmente, che lo screening ha un’autonomia procedurale totale, anche ai fini di eventuali contestazioni formali in giudizio nei suoi confronti, di modo che, scaduti i tempi per ricorrere avverso il giudizio di screening negativo – che va pubblicato in G.U. o B.U.R., godendo, quindi, di piena pubblicità (art. 20, comma 7) – le censure ad esso giudizio relative non possono essere mosse con l’impugnazione dell’atto di autorizzazione del progetto (leggi anche Valutazione di Impatto Ambientale, stop al “passo di lumaca” della p.a.).

Lo dice chiaramente T.A.R. Veneto, n. 265/11, il quale, pur ammettendo che “l’onere di impugnazione del provvedimento che decide in merito all’esclusione della procedura di VIA non preclude ai soggetti interessati l’impugnazione del provvedimento con cui il progetto viene autorizzato”, tuttavia specifica che “nel caso in cui sia impugnata soltanto l’autorizzazione all’esecuzione del progetto non potranno essere fatte valere con il ricorso censure relative alla mancata effettuazione della procedura di VIA, perché tale aspetto è stato già autonomamente e definitivamente considerato dal presupposto provvedimento, non tempestivamente impugnato, con cui è stata esclusa la procedura di VIA”.

Del resto, secondo i giudici, non è possibile sostenere che solo con l’autorizzazione all’esecuzione del progetto sorga la lesione e dunque l’interesse all’impugnazione, “perché la decisione di non effettuare la VIA comporta già un pregiudizio per la tutela ambientale che consiste nell’impiego di minori cautele nella definizione della procedura autorizzatoria”.

A cura di Paolo Costantino e Primiano De Maria, tratto da L’Ufficio Tecnico 3/2011


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