Prestazioni energetiche degli edifici: il retrofit energetico

La definizione che Wikipedia da di retrofit energetico è la seguente: “operazioni tecnologiche e gestionali atte al conferimento di una nuova (prima inesistente) o superiore (prima inadeguata) qualità prestazionale alle costruzioni esistenti dal punto di vista dell’efficienza energetica, volte cioè alla razionalizzazione dei flussi energetici che intercorrono tra sistema edificio (involucro e impianti) e ambiente esterno”.

Come si può leggere si parla di costruzioni esistenti. Occorre riflettere sul fatto che tra vent’anni circa l’80% degli edifici che saranno abitati attualmente sono già esistenti. Abbattere queste strutture risulterebbe dannoso per l’ambiente. La soluzione sta quindi nel rinnovare il patrimonio edilizio per perseguire un futuro sostenibile.
Negli Stati Uniti si stanno investendo milioni di dollari in ristrutturazioni di edifici pubblibi e privati, in attesa che prenda avvio il programma federale curato dalla General Service Administration, che prevede l’investimento di 4 miliardi di dollari per convertire vecchie strutture al protocollo LEED.
La riqualificazione energetica e la sostenibilità del costruito vengono promosse a livello internazionale perseguendo:
– la salvaguardia dell’ambiente;
– la tutela della salute e del benessere dell’uomo.

L’associazione no profit canadese Zerofootprint durante il World Urban Forum di Rio de Janeiro ha presentato il concorso “Re-Skinning Awards for Buildings”, una manifestazione che premia progettisti, ingegneri e proprietari di immobili che attraverso i loro progetti e le loro idee contribuiscono a diminuire le emissioni di CO2 nelle città:
– riqualificando l’esistente;
– costruendo nuovi green building.

I vantaggi del green building sono riassunti nei seguenti punti:
– aumento medio del 7,5 % del proprio valore e un miglioramento del 6,6 % nel rendimento degli investimenti, riducendo nel contempo i costi di gestione dell’ 8-9 %;
– maggiori ricavi a causa degli affitti e tassi di occupazione più alti: le percentuali di posti vacanti negli edifici verdi sono inferiori a quelli degli edifici esistenti;
– costi di esercizio inferiori dovuti alla riduzione della produzione dei rifiuti e del consumo di energia;
– attrarre e mantenere la qualità degli inquilini: il miglioramento della qualità dell’aria e del comfort negli ambienti interni degli edifici verdi riduce l’assenteismo e la possibilità di un incremento della produttività potrebbe aumentare le vendite;
– basso rischio assicurativo: gli edifici green sono più sicuri da assicurare a causa del curato processo di messa in servizio necessario per ottenere la certificazione LEED.

Gli interventi in grado di portare al raggiungimento di un retrofit vantaggioso riguardano tanto l’aspetto tecnologico quanto quello di gestione dell’edificio.

Il vincitore assoluto del concorso è stato 355 Eleventh Street della categoria “edifici commerciali di piccole dimensioni”, realizzato a San Francisco (USA) da Adlin Darling Architects (per una panoramica dettagliata si veda l’articolo a esso dedicato nel n. 25/2010 della rivista Casaclima). Il progetto riguarda la ristrutturazione di un ex stabilimento industriale costruito nei primi anni del ‘900 e trasformato in edificio ad elevate prestazioni energetiche.

Le nazioni partecipanti al concorso sono state: Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Irlanda del Nord e USA. Adesso tocca anche all’Italia cominciare a sviluppare nuove idee per riqualificare tutto il proprio patrimonio edilizio storico.

Fonti:
www.wikipedia.it
www.mygreenbuildings.org
Casaclima n. 25/2010


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