Ponte della Musica di Roma: Calcestruzzo batte Legno 1-0

Doghe di legno fallate che giungevano dall’estero”. Decisamente telegrafico il commento di Marco Corsini, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, per spiegare il motivo del rinvio dell’inaugurazione del Ponte della Musica, prevista per sabato scorso, 21 maggio, e rimandata di una decina di giorni. Prossimo appuntamento 31 maggio, sperando sia la volta buona, poiché l’inaugurazione era già stata posticipata rispetto alla data originaria del 21 aprile 2011. Dunque, secondo le parole di Corsini, il “colpevole” del ritardo è da attribuirsi a doghe ammalorate che dovranno essere sostituite.

Ma lasciamo da parte le giustificazioni e le polemiche politiche seguite alla mancata inaugurazione (che non si sono fatte attendere). Il titolo del nostro articolo, volutamente ironico, vuole essere solo l’introduzione per un interessante approfondimento a firma di Andrea Zecchini, responsabile tecnologico territoriale di Calcestruzzi per il Lazio, che è intervenuto alle Giornate AICAP 2011, dove ha presentato il contributo della Calcestruzzi alla realizzazione del Ponte della Musica di Roma.
Per il ponte, che speriamo venga finalmente aperto al pubblico il 31 maggio, è stato messo a punto un calcestruzzo innovativo ad Alta Resistenza (AR) con Rck 85. I vantaggi strutturali ed economici riscontrati ne rendono prevedibile una maggiore diffusione anche nell’edilizia civile ordinaria.

Le potenzialità prestazionali del calcestruzzo ad Alta Resistenza hanno avuto efficace riscontro sia riguardo alle sollecitazioni flessionali di carattere locale – schema statico di trave continua tessuta in direzione longitudinale su traversi intermedi con luce di 3.0m – che a quelle globali, permettendo di limitare la precompressione dell’impalcato di contrasto alla spinta”, ha detto Zecchini. “Nel caso si fosse impiegato un calcestruzzo ordinario comunemente utilizzato per solette di ponti stradali, sarebbe stato necessario realizzare una soletta di 28cm di spessore, con un aggravio del 56% in termini di peso e ovvie ripercussioni sui costi. Inoltre, l’incremento dello spessore strutturale, avrebbe comportato la necessità di innalzare la livelletta del ponte, precludendo la possibilità di adattare una futura linea tranviaria”.

L’iter progettuale del nuovo ponte sul Tevere di Roma ha avuto inizio nel 2000, quando l’Amministrazione comunale capitolina bandì un concorso di progettazione internazionale per la realizzazione di un attraversamento pedonale del fiume Tevere, per collegare l’area del Foro Italico con il comprensorio del Parco della Musica e del museo MAXXI (leggi anche Le grandi imprese di costruzioni romane a lezione da Nervi).
La progettazione esecutiva e costruttiva venne affidata alla studio di ingegneria Mario Petrangeli & Associati in associazione temporanea con lo Studio Biggi-Guerrini, entrambi di Roma. I lavori, iniziati nel 2008, dovrebbero concludersi con l’inaugurazione dell’opera all’inizio della prossima estate.

Il calcestruzzo
Il ricorso a un calcestruzzo ad alta resistenza ha permesso di limitare l’aumento di peso rispetto alla soluzione in acciaio, contenendo lo spessore strutturale in soli 18 cm. Complessivamente il peso del pacchetto strutturale e della pavimentazione nella soluzione eseguita, è risultato essere addirittura inferiore a quello originario, grazie alla realizzazione del sovraspessore, necessario per la predisposizione a linea tranviaria, con un conglomerato alleggerito.

Le potenzialità prestazionali del calcestruzzo ad AR hanno avuto efficace riscontro sia riguardo alle sollecitazioni flessionali di carattere locale – schema statico di trave continua tessuta in direzione longitudinale su traversi intermedi con luce di 3.0m – che a quelle globali, permettendo di limitare la precompressione dell’impalcato di contrasto alla spinta. Nel caso si fosse impiegato un cls ordinario, C35/45, comunemente utilizzato per solette di ponti stradali, sarebbe stato necessario realizzare una soletta di 28 cm di spessore, con un aggravio del 56% in termini di peso ed ovvie ripercussioni sui costi. Inoltre, l’ incremento dello spessore strutturale, avrebbe comportato la necessità di innalzare la livelletta del ponte, precludendo la possibilità di adattare una futura linea tranviaria.

Accanto a quelli di carattere strutturale, l’impiego di calcestruzzi ad AR in luogo della p.o., garantirà numerosi vantaggi durante l’esercizio dell’opera, che si concretizzeranno in:
– drastica riduzione della rumorosità (fondamentale per un opera in ambito urbano, ancor più se pedonale);
– eliminazione dei rischi di rottura per fatica tipica delle p.o.;
– un generalizzato miglioramento della durabilità (minore fessurazione);
– drastica riduzione degli oneri manutentivi;
– possibilità di attacco diretto della rotaia di una futura linea tranviaria.

Lo stesso calcestruzzo è stato utilizzato per la realizzazione dei basamenti da cui spiccano le arcate in acciaio.
Il calcestruzzo, prodotto da Calcestruzzi, è stato oggetto di studi preliminari di pre-qualifica della miscela, che hanno portato alla individuazione di un mix ad elevate prestazioni, ben superiori a quelle di progetto.
Le prove di prequalifica del calcestruzzo, sono state eseguite da Calcestruzzi presso il laboratorio centrale della zona Lazio ed hanno fornito risultati molto soddisfacenti.
I risultati relativi ai getti di cantiere sono perfettamente in linea con quelli ottenuti nel corso delle prove di prequalifica.
Applicando il controllo di accettazione di tipo “A” sono verificate entrambe le disequazioni indicate dalla tabella 1 del capitolo 11 delle Norme tecniche per le costruzioni (NTC).

Le caratteristiche del calcestruzzo utilizzato
I calcestruzzi AR sono caratterizzati da basso rapporto in peso acqua/legante (a/l), da alto dosaggio di legante, dall’impiego di aggiunte minerali reattive verso l’idrossido di calcio (ceneri volanti, argille calcinate, pozzolane naturali, microsilice) che intervengono sulle caratteristiche fisico-meccaniche e sulla durabilità del calcestruzzo e di additivi chimici superfluidificanti.

Caratteristiche della miscela
Per la fornitura relativa al Ponte della Musica, Calcestruzzi ha messo a punto un calcestruzzo Rck 85 con diametro massimo 16 mm, la classe di esposizione ambientale scelta per l’opera  XC4 e consistenza S5.

Prove di prequalifica
Presso il laboratorio centrale Calcestruzzi della zona Lazio sono state effettuate le prime verifiche e le prime analisi di fattibilità del calcestruzzo.
I primi studi di laboratorio avevano l’obiettivo di individuare materie prime tali da assicurare il rispetto contemporaneo dei tre requisiti fondamentali di una miscela di calcestruzzo preconfezionato ad Alta Resistenza:
– Requisito Tecnologico – il ridotto rapporto acqua / cemento
– Requisito Reologico – Adeguata Lavorabilità e idoneo  mantenimento di lavorabilità
– Requisito Meccanico – Resistenza a compressione di progetto

La scelta dei componenti e dei vari dosaggi per il calcestruzzo AR  è ricaduta su:
– Aggregati di natura basaltica
– Cemento tipo 52.5 R Cem I
– Additivo superfluidificante
– Aggiunte di tipo II (Fumi di silice)

Conclusioni
L’impiego dell’Rck 85 per il Ponte della Musica, così come per tutte le opere di eccellenza, ha richiesto un’intensa attività di laboratorio per la progettazione e la messa a punto della miscela.
A tale fine la Calcestruzzi ha  sviluppato e assecondato a pieno le richieste dei progettisti e della direzione lavori, producendo un miscela  ad elevate performance meccaniche, ben superiori a quelle previste in progetto.
L’applicazione descritta in questa memoria costituisce un’ulteriore dimostrazione della validità dei calcestruzzi ad Alta Resistenza per la costruzione di opere dove sono richiesti elevati requisiti in termini di capacità prestazionali.
I vantaggi strutturali ed economici riscontrati nel Ponte della Musica, ne rendono peraltro prevedibile una maggiore diffusione anche nell’edilizia civile “ordinaria”.
Tale auspicio è supportato dalla constatazione che oggi, grazie allo sviluppo nell’industria degli additivi superfluidificanti, all’utilizzo di varie tipologie di aggiunte minerali e al progresso tecnico degli impianti, risulta possibile produrre con relativa semplicità calcestruzzi ad Alta Resistenza con rapporti acqua / cemento inferiori a 0,35.

di Andrea Zecchini


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