Piano Casa, tutte le novità

Dopo incontri e lunghe riunione tecniche, tiene l’accordo politico tra Governo e regioni per il Piano Casa, che vede conferme e alcune novità dell’ultima ora. In particolare la possibilità per le regioni di individuare zone off-limits ove bloccare qualsiasi attività edilizia e altre dove favorire le operazioni di riqualificazione sottoforma di incentivi.

Ma andiamo con ordine. La proposta sul Piano Casa oggetto di un tavolo tecnico congiunto Governo-regioni, ha portato all’Intesa firmata il 31 marzo scorso.
Questa intesa è stata recepita dalla Conferenza Stato-regioni del primo aprile e di nuovo sottoposta al varo del Consiglio dei ministri riunitosi subito dopo la conferenza lo stesso primo aprile.
Sono soddisfatto per l’accordo raggiunto, un’altra intesa importante dopo quella sugli ammortizzatori sociali. Ringrazio le Regioni per la collaborazione istituzionale” così si è espresso il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri di ieri mattina.

Le conferme
Confermate le possibilità di ampliamento entro il limite del 20% della volumetria esistente per gli edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di cubatura non superiore a 1.000 metri cubi. Via libera anche per il premio di cubatura del 35% per gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali, se effettuati secondo i parametri della certificazione energetica (migliorie su qualità architettonica, efficienza energetica e uso di energie da fonti rinnovabili).
L’incremento di cubatura non potrà comunque superare i 200 metri cubi.
Invece, il decreto legge sulle semplificazioni delle procedure, per velocizzare la concreta applicazione di quanto previsto, molto probabilmente slitterà alla prossima settimana.

Viene anche confermato il termine dei 90 giorni per l’emanazione delle leggi regionali, che rappresenteranno il “motore” del Piano, ma è stato anche previsto che “in caso di mancata approvazione delle leggi regionali nel termine stabilito, il Governo e il presidente della giunta regionale interessata, congiuntamente, determinano le modalità procedurali idonee ad attuare compiutamente l’accordo”.

Le novità dell’ultima ora
I premi di cubatura
, sia per quanto riguarda gli ampliamenti (+20%) che le demolizioni-ricostruzioni (+35%), inizialmente limitati agli edifici residenziali, sono stati estesi anche agli edifici a destinazione commerciale e industriale.
Novità interessanti riguardano le regioni. Le leggi regionali potranno definire degli ambiti e delle zone nelle quali gli interventi previsti dal Piano Casa sono esclusi o del tutto vietati. In particolare si fa riferimento a edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta.
Oltre a questo, le regioni avranno anche la facoltà di definire zone nei quali gli interventi di ampliamento, demolizione e rimodernamento saranno favoriti con ulteriori incentivi di cubatura (oltre quelli previsti). Questi bonus dovranno essere assegnati per le attività di riqualificazione delle zone urbane degradate.
Altra novità è la “legge regionale a tempo”. È infatti previsto un periodo di validità definito delle leggi regionali, comunque non superiore ai 12 mesi dalla loro entrata in vigore. Saranno comunque previste deroghe grazie a una frase inserita nel Protocollo d’Intesa: “Salvo diverse determinazioni delle singole regioni”.

Ulteriore elemento interessante è il ritorno nel testo dell’Intesa del Piano Casa propriamente detto, cioè quello che prevede misure per l’incentivazione dell’edilizia residenziale pubblica.
Per venire incontro al fabbisogno abitativo delle famiglie o di particolari categorie, che hanno difficoltà ad accedere al libero mercato della locazione, il Governo avvierà congiuntamente con le regioni e le autonomie locali uno studio di fattibilità per nuovi insediamenti urbanistici da edificare con risorse pubbliche e private, in aggiunta a quelle già stanziate nell’accordo del 5 marzo scorso.
Il finanziamento di questi programmi, secondo la proposta delle regioni, dovrebbe arrivare dal maggiore gettito Iva atteso proprio dagli interventi di ampliamento e ristrutturazione. Si attende ora la risposta del Ministro Tremonti.

Testo dell’Intesa Governo-regioni del 31 marzo 2009

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