Piano Casa, stop alla deregulation

Le regioni frenano sulla deregulation dei titoli edilizi prevista nello schema di decreto legge messo a punto dal Governo venerdì scorso.
L’annuncio è stato dato dal ministro per le regioni, Raffaele Fitto, al termine della riunione della Conferenza con i Governatori.

Rimane la struttura portante del Piano Casa con l’emanazione nell’arco di tre mesi, da parte delle regioni, delle leggi che dovranno regolamentare le attività di ampliamento e di demolizione e ricostruzione (oltre alla pubblicazione del decreto legge e al disegno di legge per la semplificazione degli iter autorizzativi da parte governativa)
Il rinvio è in parte stato richiesto per rivedere la parte sull’antisismica, che inizialmente non era stata presa in considerazione e che potrebbe invece tornare prepotentemente nel testo del decreto alla luce della tragedia del terremoto in Abruzzo. Non si esclude infatti che nel testo definitivo del decreto possano essere inserite delle agevolazioni e degli sgravi fiscali per chi procederà a interventi per l’adeguamento antisismico.
Inoltre, le riunioni che si sono tenute lunedì (prima fra i tecnici delle regioni, poi con i tecnici del Governo) hanno evidenziato perplessità dei Governatori sulla lista molto ampia di tipologie di interventi edilizi liberi, che non hanno più bisogno di permesso di costruire (la vecchia licenza edilizia) né di denuncia di inizio attività (Dia).

Peraltro in fatto di normativa antisismica, il Governo aveva recepito nel testo del decreto legge la richiesta delle regioni di semplificare il sistema attuale delle autorizzazioni, passando da una verifica preventiva generalizzata su tutti gli interventi a un sistema di controlli a campione sull`effettiva applicazione della normativa tecnica. Non è chiaro se ora questo snellimento procedurale verrà mantenuto.

Un altro nodo di discussione è stato sulle autorizzazioni paesaggistiche.
Le regioni vorrebbero confermato fino al 2011 il regime attualmente in vigore in cui il parere della Sovrintendenza rientra all’interno del più generale iter del via libera della regione.
Il Codice Urbani sui beni culturali prevedeva, invece, una procedura più rigida, con un impegno più forte per le Sovrintendenze: proprio questa procedura dovrebbe entrare in vigore dal 30 giugno. Ed è questo il termine che le Regioni chiedono adesso di congelare.

Fonte Ance

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