Piano Casa: opportunità o rischio? Voci a confronto

In attesa della approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto che darà il via libera al Piano Casa, si moltiplicano le voci e i pareri “pro e contro” il piano del Governo per il rilancio del comparto edile.

Per l’ufficio studi UBH (gruppo che controlla diversi network fra i quali i più importanti sono Professionecasa, Grimaldi Immobiliare e Rexfin) il Piano Casa rischia di avere un impatto negativo sul mercato immobiliare nelle aree della provincia e nei piccoli comuni non capoluogo.
La riflessione deriva dall’analisi dei possibili effetti su domanda e offerta per quella tipologia di edifici che avranno la possibilità di aumentare la volumetria del 20%. Si tratta perlopiù di edifici residenziali unifamiliari o bifamiliari, una tipologia abitativa situata in gran parte fuori delle aree metropolitane.
Secondo UBH “l’impatto eventuale potrebbe essere negativo per la dinamicità del mercato di queste piccole realtà e in particolare per la domanda di sostituzione e per l’offerta del prodotto di nuova realizzazione“.
In particolare – prosegue nella nota l’ufficio studi UBH – regioni come il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Puglia e la Sardegna, dove si è assistito a sviluppi immobiliari ad uso residenziale notevoli e tuttora in corso, sono più esposte all’eventualità di una brusca frenata della domanda per sostituzione che rappresenta da sempre il motore del mercato residenziale“.

Alle preoccupazioni espresse da UBH fa da contraltare la riflessione sul Piano Casa come “strumento ideale per riqualificare le periferie
Il piano casa del governo, con il premio di cubatura del 35 per cento, è lo strumento giusto per risanare i vecchi edifici degradati della città”. Queste le parole di Fabio Rampelli, membro della commissione cultura alla Camera, al convegno “Opera pubblica, opera d’arte”, che si è tenuto all’Archivio di Stato all’Eur. L’incontro è stato organizzato dall’assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Roma.
Occorre restituire dignità alle nostre periferie, procedere sulla strada della sostituzione edilizia – afferma Rampelli – serve un piano straordinario, attuare una vera opera di riqualificazione attraverso lo strumento della demolizione e ricostruzione. E proprio il Piano Casa è uno strumento dalle potenzialità straordinarie, con i premi di cubatura si possono incoraggiare interventi davvero positivi”.

Il Ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, interviene nel dibattito con un richiamo alla trasparenza, come mezzo per garantire un reale rilancio del comparto edilizio. Tempi certi nelle realizzazioni, snellimento degli adempimenti burocratici, aumento dei controlli sui collaudi e non sulla documentazione e coinvolgimento di cittadini ed enti locali nel flusso di informazioni e decisioni. Tutti questi strumenti, afferma Brunetta, sono fondamentali per garantire il pieno successo del Piano Casa.

Infine, rimane sul tavolo l’allarme di Legambiente sul rischio di crescita del lavoro nero e della sicurezza nel caso si dovessero rendere “atti liberi” tutti quelli riguardanti le attività edilizie collegate al Piano Casa (leggi l’articolo).

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