Piano Casa, le proposte

In dirittura d’arrivo il Piano Casa. Dopo una trattativa con le regioni è stato firmato il 5 marzo scorso il piano straordinario di edilizia residenziale pubblica dal ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, e dal presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, Vasco Errani.

Abbiamo definito un accordo da 550 milioni di euro con le regioni sul Piano Casa” ha dichiarato il ministro Fitto nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri del 6 marzo. “Il Governo finanzierà il Piano inizialmente con 200 milioni e si impegnerà a reintegrare interamente il fondo fino ad arrivare ai 550 milioni di euro previsti“.
Il Piano Casa è previsto dall’art. 11 del decreto legge 112/2008, convertito nella legge 133/2008 (manovra finanziaria 2008).
Con l’accordo firmato il 5 marzo, le regioni si impegnano a sospendere i procedimenti di ricorso alla Corte Costituzionale scaturiti dopo l’entrata in vigore dell’art. 18 del decreto legge 185/2008 che ha modificato in parte – restringendo i poteri delle regioni – le disposizioni contenute nella manovra dell’estate scorsa. Nel contempo, il Governo si è impegnato a modificare tale norme.

Alle regioni, d’intesa con gli enti locali, spetta dunque il compito di elaborare, nel rispetto degli indirizzi generali fissati dallo Stato ed entro i finanziamenti assegnati, i programmi di edilizia residenziale.
Nel frattempo il Governo sta lavorando al Piano per l’edilizia, definito Piano Casa 2 che sta già suscitando alcune polemiche.

La proposta
Il Piano Casa 2 infatti l’aumento delle cubature delle abitazioni private esistenti, che potranno estendersi fino al 20% del volume originario.
Per gli edifici realizzati prima del 1989 è possibile l’abbattimento e la successiva riedificazione e l’aumento può arrivare al 30% o al 35% se la ricostruzione è effettuata secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico.
La manovra è completata da semplificazione burocratica e revisione delle sanzioni, che saranno ridotte per gli abusi lievi, come l’apertura di una finestra o la copertura di una veranda, e inasprite per quelli gravi, nei quali rientra la costruzione di nuovi edifici.

Pensare di premiare con il 20-30% di aumento di cubatura interventi che verrebbero realizzati in deroga a Piani urbanistici e regolamenti edilizi significa rendere più brutte e invivibili le città italiane e premiare gli speculatori”, ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile urbanistica di Legambiente, commentando il piano per l’edilizia “ritenere che basti un autocertificazione del progettista per garantire sugli interventi vuol dire aver cancellato dalla memoria le tragedie di questi decenni di palazzi crollati, di morti e feriti, dovuti a ampliamenti di edifici realizzati senza aver tenuto in conto i problemi di sicurezza statica”.

Per Legambiente bisogna guardare agli altri paesi europei per rilanciare l’economia attraverso l’innovazione del settore edilizio, tutti i governi stanno investendo in green jobs e interventi di qualità a favore dell’ambiente mentre il governo italiano, in modo del tutto miope e sconsiderato, continua a proporre soluzioni di bassissima lega condannando l’Italia alla definitiva distruzione del suo più pregiato e insostituibile patrimonio.


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