PEC: confronto, polemiche e provocazioni

Una raccomandata per e-mail o, meglio, un messaggio di posta elettronica con lo stesso valore della vecchia raccomandata. Come è noto dal prossimo 29 novembre scatta l’obbligo per i professionisti iscritti agli Albi degli Ordini professionali di dotarsi di una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC). Si tratta di una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra i cittadini e la pubblica amministrazione e che vede protagonista il mondo delle professioni.

Per fare il punto della situazione a pochi giorni dalla scadenza, Renato Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, e i rappresentanti del Cup (il Comitato unitario permanente degli Ordini e dei collegi professionali, guidato dalla presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone) hanno preso parte al convegno intitolato proprio Pec: un’opportunità per il sistema Paese.

La PEC assegna a un messaggio di posta elettronica lo stesso valore di una raccomandata tradizionale con avviso di ricezione. L’adozione di questo nuovo strumento comporterà un sensibile risparmio dei tempi nel disbrigo di una pratica, una riduzione dei costi e un significativo impatto sociale. Ogni professionista dovrà utilizzarlo per dialogare in modo sicuro, esclusivo e non oneroso con la pubblica amministrazione e con le aziende in tutti i casi in cui sia necessario dare valenza giuridica alle comunicazioni.
A partire dal nuovo anno, poi, il servizio di PEC verrà esteso a tutti quei cittadini che ne faranno richiesta.

Provocazioni e polemiche
Brunetta, nel suo intervento, non ha mancato di stimolare (provocare?) i professionisti. ”Per la prima volta – ha detto – c’è un ministro che non ha padroni, non ha vincoli, quindi acceleriamo nell’innovazione”.
Sempre durante il dibattito c’è stato spazio anche per la polemica. Il Ministro ha infatti definito Il Sole 24 Ore “luddista” per gli articoli che sono apparsi frequentemente sulle pagine del principale quotidiano economico italiano. Nei pezzi incriminati emergevano le perplessità e i dubbi riguardo la PEC da parte di molti professionisti. In sostanza, dal mondo delle professioni traspare il timore che la PEC, in sé uno strumento di grandissima innovazione e semplificazione burocratica, non sia ancora così diffusa nell’ambito della pubblica amministrazione con gli ovvi problemi che ne potrebbero derivare.

Nessuna proroga
Chiarissime le parole del ministro: “Nessuna proroga”. Dunque a fine novembre i professionisti, dovranno comunicare gli estremi della propria PEC all’Ordine di appartenenza. Gli Ordini saranno poitenuti a pubblicare, in un elenco consultabile in via telematica, i dati identificativi degli iscritti, con il relativo indirizzo di Posta Elettronica Certificata.

Elenco pubblico dei gestori della PEC

La PEC, una “minigrafia”, a cura del Cnipa (2,56 Mb, pdf)


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