Passante di Mestre, un progetto per il territorio

Il Passante di Mestre è una bretella autostradale lunga 32,2 km, che oltre a rappresentare per l’Italia un’importante collegamento da e verso l’Europa, rappresenta una boccata d’ossigeno per gli abitanti di Mestre, piuttosto che per gli automobilisti che fino a qualche mese fa erano costretti a trovarsi schiacciati tra colonne di camion ferme e guidatori nervosi che cercavano di divincolarsi con slalom improbabili. Basti pensare che negli ultimi periodi il traffico veicolare aveva sfiorato punte di 170.000 autoveicoli al giorno, di cui il 30% costituito da mezzi pesanti.

Prima dell’apertura del Passante per recarsi da Padova a Treviso ci si poteva impiegare un’ora, traffico permettendo. Adesso, rispettando i limiti di velocità, in una ventina di minuti si può passare da una provincia all’altra.
Ma il Passante non è un progetto a sé. La sua realizzazione sta influenzando tutto il territorio circostante e in particolare le città interessate dal suo passaggio. È stata prevista una fitta rete di arterie di viabilità ordinaria, tangenziali e circonvallazioni, che serviranno a sgravare i centri abitati limitrofi da un’intensa circolazione di mezzi e consentiranno un rapido accesso ai nodi del Passante. Tale viabilità complementare riguarda 30 km di strade e svincoli, ancora in fase di realizzazione.
Restano ancora alcuni problemi da risolvere. Dei tre caselli intermedi previsti sul nuovo tracciato solo uno è pronto, mentre per gli altri due bisognerà aspettare almeno fino al prossimo autunno.

Parallelamente al Passante di Mestre si sta sviluppando il cosiddetto Passante verde (un parco lineare che va dal Comune di Vetrego all’innesto della A4 sul fiume Sile in Comune di Quarto d’Altino), ovvero l’insieme delle importanti opere di mitigazione ambientale. Se da una parte il passante autostradale di Mestre è un’opera dagli innegabili benefici sull’assetto infrastrutturale macroterritoriale, non può passare in secondo piano l’impatto sulle comunità locali e sul territorio agricolo circostante. È importante, quindi, ragionare sul passante secondo una logica di compensazione, individuando nell’infrastruttura contenuti che diano la possibilità di riorganizzare un territorio fortemente segnato da una crescita insediativa disordinata con l’obiettivo di formare e costruire un nuovo paesaggio, la cui qualità sia in linea con i principi sanciti dalla Convenzione europea del paesaggio di Firenze adottati dalla Regione Veneto nel Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc). Il progetto Passante Verde sposa la convinzione che la realizzazione di una grande infrastruttura sia l’occasione per ragionare in modo organico sugli assetti del territorio circostante, determinando occasioni di trasformazione e riqualificazione ed opportunità di sviluppo e crescita. Il progetto si sviluppa secondo le seguenti categorie di azioni:
Azione 01, impatti: controllo della qualità ambientale, mitigazione degli impatti residui, miglioramento della qualità dell’aria, dell’ambiente acustico e degli impatti visivi.
Azione 02, ambiente: valorizzazione del sistema ambientale e ricomposizione delle reti ecologiche.
Azione 03, relazioni: ridefinizione del sistema delle relazioni e dei percorsi, realizzazione di nuove centralità.
Azione 04, paesaggio:: valorizzazione delle sequenze percettive e dell’identità dei luoghi e della qualità paesaggistica.

Ma l’ambiente e la sua salvaguardia sono stati sempre considerati anche internamente al progetto infrastrutturale del Passante. Infatti  tra le attività commissionate al costruttore del Passante rientra l’elaborazione e l’attuazione del Progetto di monitoraggio ambientale (Pma), un vero e proprio obbligo contrattuale in tutte le fasi di attuazione, sia precedenti che in corso d’opera. La redazione del Pma segue le direttive dettate dal Ministero dell’Ambiente e riguarda le seguenti componenti ambientali:
– aria,
– acque superficiali e profonde,
– rumore,
– vibrazioni,
– radiazioni,
– suolo e sottosuolo,
– flora e fauna,
– paesaggio.
L’obiettivo è quello di garantire il pieno controllo della situazione ambientale al fine di rilevare eventuali anomalie o criticità e di predisporre quindi tempestivamente le eventuali correzioni necessarie. Per l’intero progetto il Commissario delegato ha ritenuto di avvalersi della consulenza scientifica dell’Arpav.

Articolo dell’Ing. Roberta Lazzari

Fonti:
http://www.omniauto.it/magazine/7401/passante-di-mestre
www.ilpassantedimestre.com
www.passanteverde.it


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