Pacchetto anti crisi? Via il bonus del 55%

La Commissione europea ha annunciato un piano di misure anticrisi da 200 miliardi di euro, pari all’1,5% del pil comunitario. Come annunciato dal presidente dell’esecutivo, José Manuel Barroso, una cospicua fetta di aiuti andrà al settore delle costruzioni, con l’intento specifico di promuovere l’efficienza energetica. E in Italia?

La situazione nel nostro Bel Paese pare diversa, a meno che il decreto legge 185/2008 (il c.d. decreto anticrisi) pubblicato sulla G.U. di sabato scorso, non venga modificato in sede di conversione.
È appena il caso di ricordare, molto sinteticamente, che il decreto renderà più difficile (e in certi casi impossibile) ottenere sgravi fiscali per chi intende risparmiare energia (come previsto dalla legge 296/2006), in pratica rendendo poco o per nulla economico installare impianti a energia solare o caldaie a basso consumo.
Il decreto prevede infatti che per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare all’Agenzia delle entrate, solo per via telematica, “un’apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi”. L’Agenzia delle entrate esamina le domande secondo l’ordine cronologico di invio e comunica entro 30 giorni l’esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento “l’assenso si intende non fornito” e il cittadino non potrà usufruire della detrazione. Per le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell’Agenzia delle entrate, l’interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall’imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino a un massimo di 48 mila euro da ripartire in dieci rate annuali (Fonte: Corriere della Sera).

Il Ministro Tremonti, bontà sua, ha dichiarato che il Parlamento toglierà dal decreto la retroattività alla norma ma ha anche difeso la logica che sottende al provvedimento: “La retroattività non ci può essere e il Parlamento la correggerà, ma voglio ribadire un criterio: i crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat”.
Giusto? Sbagliato?
Non occorre essere un tecnico per porsi qualche domanda e qualche dubbio sull’opportunità di questa misura.
Per alcuni si tratta di una manovra del Governo per “tagliare le gambe” a qualsiasi forma di incentivazione alle fonti energetiche diverse dalle rinnovabili per puntare tutto sul nucleare, ma qui entriamo nella giungla pericolosa della dietrologia.
Più assennata è l’obiezione che molti, imprese e famiglie, hanno sostenuto ingenti spese per il miglioramento dell’efficienza energetica del costruito grazie alla possibilità di godere della detrazione del 55% e che lo sviluppo industriale di questo settore ha avuto un balzo impressionante anche per questa opportunità fiscale (basta avere visitato le ultime due edizioni del Solarexpo di Verona per accorgersi dell’incremento di interesse che si è avuto in Italia su questo tema).
L’opposizione, sempre aggiornata, è sulle barricate per l’aumento dell’Iva su Sky e la cosa fa francamente sorridere… per non piangere.

Mauro Ferrarini


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