Nuova Direttiva EPBD per l’efficienza energetica. L’applicazione in Italia e in Europa

Per chiarire modalità ed effetti dell’applicazione della nuova EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) e per prevedere i possibili sviluppi della normativa internazionale ad essa legata, si è tenuto il 14 marzo scorso a Milano il seminario internazionale Applicazione della nuova Direttiva EPBD (in Italia e nella Ue) organizzato dal CTI e patrocinato da UNI.

Sul bollettino di marzo del Comitato termotecnico italiano sono stati riportati degli utili estratti degli interventi dei relatori in attesa della pubblicazione, sul sito CTI, della parte degli atti del seminario dedicata alla Sintesi degli interventi, a completamento delle presentazioni già disponibili (leggi anche Efficienza energetica in edilizia: l’applicazione della direttiva EPBD).

1. Introduzione e coordinamento dei lavori – I sessione
Giovanni Riva (Università Politecnica delle Marche; Direttore Generale CTI
Il prof. Riva, dopo un breve excursus su scopo e attività del CTI, ha illustrato gli argomenti che sarebbero stati affrontati nel corso della giornata con particolare attenzione alla situazione dell’Italia. Il nostro Paese, grazie alla UNI TS 11300, è in grado di contribuire attivamente al tavolo europeo di revisione del quadro normativo internazionale. A tal proposito Riva ha ricordato che il CTI ha dedicato allo studio di tali argomenti tre dei suoi Sottocomitati (SC1, SC5, e SC6), tuttora impegnati nella stesura della quattro parti nelle quali è suddivisa la UNI TS 11300.

2. La normativa tecnica italiana a supporto della certificazione energetica degli edifici
Vincenzo Corrado (Politecnico di Torino; Coordinatore del GL 102 del CTI)
Il prof. Corrado ha illustrato i principali obiettivi imposti dalla direttiva 2010/31/Ue in vigore dal 2012: l’adozione di una metodologia di calcolo; la fissazione di requisiti minimi di prestazione e la spinta per arrivare alla costruzione di edifici ad energia “quasi zero”.
Il significato di “prestazione energetica” emerge di conseguenza, come la quantità di energia calcolata o misurata necessaria per soddisfare il fabbisogno energetico di un edificio in condizioni standard, unitamente ai parametri dei quali bisogna tener conto per ottenere un risultato corretto e che comprendono le condizioni di contorno, le caratteristiche strutturale costruttive dell’edificio, nonché i sistemi impiantistici in uso. Alla luce di tali applicazioni, il prof. Corrado ha spiegato come sia emersa l’esigenza di una revisione del pacchetto di norme sviluppate dal CEN sull’argomento, al fine di ottenere una maggiore omogeneità sia della loro applicazione a livello territoriale che delle metodologie di calcolo in esse riportate. Successivamente il relatore ha offerto una panoramica sui gruppi CEN coinvolti nei lavori, sui contenuti delle quattro parti della UNI TS 11300, sulla serie di norme nazionali a carattere integrativo messe allo studio dal CTI e infine sullo sviluppo legislativo, che prosegue su un binario parallelo e al quale il CTI sta contribuendo attivamente sedendosi a diversi tavoli di lavoro ministeriali.

3. La nuova UNI TS 11300-4
Augusto Colle (Presidente del SC 6 e Coordinatore del GL 601 del CTI)
L’intervento dell’ing. Colle è partito dalla descrizione degli aspetti fondamentali che caratterizzano la struttura delle quattro parti nelle quali è divisa la UNI TS 11300, per giungere a spiegare motivazioni e concetti presenti alla base di queste specifiche tecniche, prima fra tutte la necessità di superare i limiti applicativi del pacchetto EPBD, garantendo univocità, anche in termini applicativi di input e output, e la riproducibilità dei risultati. La parte 4 è stata elaborata per fornire la metodologia da seguire nel calcolo del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria con l’impiego di metodi di generazione diversi dalla combustione a fiamma, come i sistemi solari termici e fotovoltaici, le pompe di calore, i generatori a biomassa, i sistemi di teleriscaldamento e i cogeneratori. Solamente attraverso un rigoroso rispetto delle metodologie di calcolo e delle condizioni di utilizzo del sistema si ottiene un valore corretto e utilizzabile del fabbisogno energetico.

4. Stato del parco edilizio italiano e prospettive di intervento per il contenimento dei consumi energetici
Gaetano Fasano (Responsabile “Dipartimento Efficienza Energetica Edifici Pubblici”, Enea)
L’ing. Fasano ha fornito una serie di dati sulla composizione del parco edilizio italiano e sugli interventi necessari per ridurne i consumi energetici. Tali interventi oggi registrano una crescita, anche se lenta, e possono essere suddivisi tra costosi e a medio costo. Quelli costosi sono soggetti ad un piano di ammortamento a lungo termine e includono interventi come la sostituzione degli infissi, l’introduzione di elementi schermanti fissi e di tecnologie bioclimatiche o l’isolamento dei componenti d’involucro. Quelli a medio costo hanno un piano di ammortamento tra i 6 e i 12 anni, e includono gli interventi effettuati sull’impiantistica, la coibentazione o l’applicazione di strutture intelligenti adibite alla gestione degli impianti stessi. Le soluzioni che conducono ad un modello di edificio “ad energia quasi zero” sono molteplici e richiedono un impegno che coinvolge anche l’utente finale.

5. Tavola Rotonda: Applicazione della nuova EPBD: quali gli obiettivi reali?
Moderatore: Giuliano Dall’O’ (Politecnico di Milano; Presidente del SC1 del CTI) Partecipanti: Roberto Moneta (MSE); Valeria Erba (ANIT); Mariangela Merrone (ASSISTAL); Walter Bruno Grattieri (RSE); Gaetano Fasano (ENEA); Giovanni Nuvioli (Conferenza delle Regioni); Giampiero Colli (COAER); Federico Musazzi (ASSOTERMICA).
La tavola rotonda ha consentito di rispondere ad una serie di domande, poste dal prof. Dall’O’, chiarificatrici sulle possibili interpretazioni della direttiva 2010/31/Ue, sulle problematiche e gli ostacoli e che dovranno necessariamente essere affrontati e risolti per consentirne la futura applicazione (leggi anche EPBD, un’analisi dei contenuti). 
È emersa in primo luogo la necessità, di cui la Commissione ha preso atto, di unificare le normative tecniche utilizzate dai vari Paesi per appianare le divergenze attualmente presenti: un’azione che deve comunque essere effettuata tenendo sempre presente le differenti peculiarità che caratterizzano ciascun Stato membro. Nello stesso spirito, a livello nazionale si auspica la convergenza delle metodologie applicative nell’ambito della legislazione energetica da parte delle Regioni italiane, alle quali attualmente è concessa ampia autonomia. La gestione corretta delle problematiche di carattere tecnologico ed economico che coinvolgono sia i progettisti che l’utente finale, rappresenta una soluzione da perseguire per ottenere la diminuzione dei consumi energetici. Tra le strategie da utilizzare vi è anche l’impiego di materiali di nuova generazione che consentono di realizzare ottime soluzioni nel rispetto della sostenibilità ambientale. La diminuzione dei costi di gestione, assieme agli incentivi economici previsti dallo Stato, sensibilizzano nella direzione di una scelta sostenibile.
In quest’ottica generale, una soluzione utile per realizzare l’obiettivo finale di edifici ad “energia quasi zero” è rappresentata dalla pompa di calore, il cui impiego è previsto sia per la climatizzazione invernale che per quella estiva: Questa tecnologia consente di raggiungere prestazioni particolarmente elevate con un risparmio energetico del 75% circa ed una riduzione delle emissioni di CO2 nell’ambiente a completo beneficio dell’utente finale.

6. Introduzione e coordinamento dei lavori – II sessione
Antonello Pezzini (Rappresentante di Confindustria in Europa e Consigliere Comitato Economico e Sociale Europeo) Laurent Socal (Esperto CTI e Vice Presidente ANTA)ì
La richiesta energetica sempre crescente da parte della popolazione mondiale pone in primo piano l’esigenza di un adeguamento legislativo rappresentato non solo dalla EPBD, ma anche da una serie di direttive e regolamenti che spaziano dalle fonti rinnovabili alla certificazione ambientale fino alle varie norme di prodotti. L’esigenza è quella di avere una serie di strumenti capaci di abbracciare tutte le sfaccettature connesse al tema energetico, e la sessione del pomeriggio ha mostrato la ricchezza dei diversi approcci europei.

7. Istituzione di un sistema di metodo comparative per il calcolo dei livelli ottimali di costo in funzione dei requisiti minimi di rendimento energetico
Emmanuel Cabau (Deputy Head of Unit C3 “Energy Efficiency and Intelligent Energy”, European Commission, DG Energy)
L’EPBD rappresenta solamente un aspetto, se pur importante, del più ampio piano energetico studiato dall’Unione Europea. Sicuramente l’edilizia costituisce uno dei settori con il maggior potenziale di miglioramento, fermo restando che la ricerca energetica deve proseguire tenendo conto dei risultati elaborati da un’accurata analisi economica, che consideri l’entità degli interventi da effettuare sia in termini di costi effettivi che di benefici attesi.

8. Azioni volte a promuovere il dialogo e gli scambi tra i Paesi dell’Ue
Eduardo Maldonado (Head of General Coordination, Concerted Action)
Eduardo Maldonado ha sottolineato come la necessità di elaborare l’EPBD prima, e successivamente la sua revisione, sia scaturita dalla constatazione dell’elevato fabbisogno energetico degli edifici europei. Per questo motivo la Direttiva è stata improntata in considerazione degli standard di costruzione di livello superiore adottati da alcuni Paesi europei e di una metodologia comune di verifica dei requisiti minimi. L’obbligatorietà dei certificati energetici rappresenta, sicuramente, un aspetto importante, che richiede tuttavia alcuni accorgimenti non trascurabili per garantire un sistema di certificazione valido. In particolare, tra tali accorgimenti vi sono la creazione di una banca dati centralizzata a livello statale adibita alla raccolta dei dati presenti nelle certificazioni che consenta di estrapolare informazioni complete sul patrimonio edilizio; un sistema di controllo della qualità dei certificati; un sistema in grado di fornire sia informazioni che suggerimenti tecnici; nonché la necessità di effettuare un’ispezione degli impianti ai fini della stesura della certificazione stessa. Di conseguenza, deve necessariamente essere innalzato il livello di preparazione degli esperti impegnati in questa attività senza, tuttavia, creare nuove figure professionali.

9. Verso una seconda generazione di norme CEN a supporto dell’applicazione dell’EPBD Recast
Jaap Hogeling (Coordinatore del CEN/TC 371”Energy Performance of Buildings Project Group”)
La presa d’atto degli aspetti più critici contenuti nel pacchetto EPBD, assieme alla decisione di risolverli, è stato il primo passo che ha condotto nel 2010 alla sua revisione.
L’obiettivo è quello di elaborare una Direttiva direttamente utilizzabile da tutti gli Stati Membri senza differenze di interpretazione. Il CEN TC 371 ha il ruolo di coordinatore delle attività normative svolte dai CEN TC 89 Thermal performance of curtain walling – Calculation of thermal transmittance; 228 Heating systems in buildings; 156 Ventilation for buildings; 247 Building Automation, Controls and Building Management e 169 Light and Lighting. Il CEN TC 371 opera in stretta collaborazione con i gruppi ISO impegnati sullo stesso tema, come l’ISO TC 205 Building environment design e il 163 Thermal performance and energy use in the built environment.
La fase di lavoro prettamente operativa avrà inizio nel 2012 e si concluderà presumibilmente nel 2014.

10. Le nuove procedure di calcolo dell’EP nelle norme CEN e ISO
Dick van Dijk (Co-convenor ISO/TC 163/WG 4 “Joint Working Group on Energy Performance of Buildings”)
L’EP è un indice di prestazione globale che consente di stimare le prestazioni energetiche di un edificio tenendo conto di tutti gli impianti tecnici, delle condizioni al contorno e dei dati di input. La revisione della EPBD dovrà includere una maggiore modularità dei format previsti, nonché, al fine di garantire la correttezza dei calcoli, una rielaborazione della definizione dei confini dell’edificio e delle zone termiche tenendo conto sia degli impianti in uso, sia delle caratteristiche dei singoli locali che dei dati climatici (leggi anche Archivi dei dati orari dell’anno tipo climatico per il Nord Italia).

11. Applicazione della EPBD in Francia
Romain Remesy (Project manager for Energy Performance Certificate, MEDDTL/DGALN/DHUP/ QC1)
Attualmente in Francia sono presenti due regolamenti attuativi della EPBD: l’RT2005 -applicabile ai nuovi edifici e di cui è già stata elaborata una nuova versione chiamata RT2012, pubblicata a fine 2010 ma non ancora obbligatoria – e l’RTex per la ristrutturazione di edifici esistenti. I tre parametri di cui occorre tenere conto nella progettazione dei nuovi edifici sono:
– il consumo energetico dovuto a climatizzazione invernale ed estiva, produzione di acqua calda ed illuminazione;
– il mantenimento nel periodo estivo di una temperatura di comfort inferiore ai parametri di riferimento;
– il rispetto di prestazioni minime da parte degli impianti.
Per gli edifici esistenti, invece, si deve effettuare un calcolo completo delle prestazioni solamente nel caso in cui si verifichino le due condizioni seguenti: i costi di ristrutturazione superano il 25% del valore dell’immobile e l’immobile possiede una superficie calpestabile superiore ai 1000 m2. In Francia il rilascio di una certificazione energetica è obbligatorio dal 2007 sia nel caso di vendita che di locazione di edifici residenziali, ma è solamente da gennaio 2011 che la classe energetica deve essere indicata negli annunci di compravendita immobiliare. Per far fronte a questi nuovi obblighi i tecnici devono superare un esame teorico e pratico, mentre i costi per una certificazione oscillano tra 80 e 160 euro. La Francia è tuttora impegnata in un costante miglioramento degli standard qualitativi dell’intero sistema.

12. Applicazione della EPBD in Germania
Sara Kunkel (Section II “Energy Saving, Climate Protection, DENA”, Federal Institute for Research on Building, Urban Affairs and Spatial Development)
In Germania la normativa di riferimento è la EnEV del 2009, norma influenzata largamente sia dall’EPBD che da tutte le normative esistenti sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili. Questa norma prevede una progressiva riduzione dei consumi nel corso degli anni, fino ad auspicare di arrivare, nel 2020, ad avere edifici a zero consumi. Il problema che emerge è la difficoltà evidente del sistema e del mercato a restare al passo con la rapida evoluzione della normativa e della legislazione. In Germania il calcolo delle prestazioni energetiche è effettuato diversamente per gli edifici residenziali e quelli commerciali, gli unici per i quali si considerano illuminazione e climatizzazione estiva, come pure tra gli edifici esistenti e quelli nuovi, per i quali vengono considerati il fabbisogno di energia primaria e la dispersione per trasmissione. In previsione della pubblicazione della nuova EPBD, la Germania sta valutando tutti quegli aspetti che presenteranno maggiori difficoltà applicative, oltre alla necessità di organizzare un sistema centralizzato di raccolta dati in grado di effettuare i dovuto controlli.

13. Applicazione della EPBD in Spagna
Ines Diaz Regodon (“Bioclimatic Architecture Department”, National Centre of Renewable Energy)
In Spagna l’applicazione si basa principalmente sulla CTE del 2006, che definisce quali debbano essere i requisiti di un edificio dal punto di vista della sicurezza, dell’igiene, dell’acustica e delle prestazioni energetiche. Per ottenere un risparmio energetico effettivo si tengono presenti cinque caratteristiche: la riduzione del fabbisogno energetico, l’efficienza degli impianti termici, l’efficienza degli impianti di illuminazione, la quota minima di energia termica per acqua calda sanitaria prodotta da un impianto solare e la quota minima di energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico. Una volta ridotta la richiesta di energia, si utilizzano sistemi ad alta efficienza per produrre la differenza di energia necessaria. Ed è esattamente a questo livello che si inseriscono le fonti energetiche rinnovabili. La Spagna utilizza due metodi per calcolare il fabbisogno energetico degli edifici: uno semplificato e uno generale, basati sulla divisione del territorio in dodici aree climatiche, di cui cinque invernali e quattro estive. Con la nuova EPBD la Spagna dovrà adeguare sicuramente i sistemi legislativo e normativo, oltre che riprogrammare il rilascio di incentivi statali per la ristrutturazione edilizia.

14. Applicazione della EPBD in Italia
Augusto Colle (Presidente dell’ SC 6 e Coordinatore del GL 601 del CTI)
La situazione dell’Italia risulta essere forse più complessa rispetto a quella degli altri Paesi europei in quanto la Regioni hanno il potere di gestire autonomamente, anche dal punto di vista legislativo, la questione dell’efficienza energetica degli edifici. Le leggi e i decreti nazionali sono infatti recepiti in maniera differente a livello locale. Premesso ciò, dal punto di vista normativo il riferimento nazionale è rappresentato dalle quattro parti nelle quali è suddivisa la UNI TS 11300 e che sia nell’impostazione che nei contenuti si avvicinano molto alla EPBD, soprattutto per quanto concerne il sistema di calcolo e di gestione dei dati che ha determinato l’avvio di una verifica di conformità dei software commerciali, con l’impiego di casi studio campione. Proprio grazie al lavoro eseguito per la stesura della UNI TS 11300, l’Italia è in grado di dare un contributo non indifferente ai tavoli di lavoro internazionali attivi su questo argomento.

15. Uno sguardo fuori dall’Europa: la legislazione del settore energetico in Turchia e i legami con l’EPBD
Zerrin Yilmaz (Istanbul Teknik University)
La Turchia costituisce l’esempio di come l’EPBD abbia raggiunto Stati al di fuori della Ue. Infatti questo Paese nel 2008 ha pubblicato il BEP-TR, il suo primo regolamento sul tema delle prestazioni energetiche degli edifici, applicabile a tutte le principali tipologie di edifici sia nuovi che esistenti. Tale regolamento si basa principalmente sulla EN ISO 13790, oltre che su altri standard nazionali, e tiene in particolare considerazione le condizioni climatiche della Turchia, soprattutto quelle estive. Permangono tuttavia alcuni problemi legati all’affidabilità del software e alla sua complessità di utilizzo, nonché alla necessità di testare tutti i parametri coinvolti nel calcolo.

16. Conclusioni
Da tutti interventi del seminario è stata confermata l’attenzione rivolta, non solo dalla Ue, ma anche dai singoli Stati, all’esigenza mondiale di realizzare quanto prima un sistema efficace che, sommato alla quota di energia rinnovabile, possa abbattere la richiesta energetica degli edifici. Tale quota costituisce infatti una parte non indifferente del fabbisogno globale europeo di energia. Un aiuto sicuramente fondamentale sarà dato dal recast dell’EPBD del 2010, anche se la realizzazione di questi obiettivi non sarà semplice, soprattutto in considerazione dei costi che incidono in maniera non indifferente, in particolare per quanto concerne la ristrutturazione del parco edilizio esistente. Tuttavia, proprio per il fatto che questa politica energetica non vedrà risultati a breve termine, tutti gli Stati sono già attivamente impegnati a trovare le soluzioni migliori alle problematiche più diverse, così da stimolare mercato, professionisti e utenti finali e agevolare il processo di riqualificazione del patrimonio edilizio.

Fonte Bollettino marzo 2011 CTI


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