Nucleare italiano: un’analisi del fabbisogno formativo

Per una soluzione tecnologica di III generazione tipo EPR, la realizzazione (costruzione, produzione componenti, commissioning) di una centrale a due reattori richiede non meno di 2.500 addetti per anno per un periodo di almeno 6 anni e con una quota di 800 addetti che rimane in organico per la gestione della centrale. Il sistema educativo italiano non ha oggi una capacità produttiva sufficiente: meno di 100 laureati “nucleari” l’anno (leggi anche Io ballo da sola: E.On si candida allo sviluppo del nucleare in Italia).

Sono questi, tra i tanti, i messaggi chiave che compaiono in apertura del volume Analisi delle necessità formative per il programma nucleare italiano a cura di Giuliano Buceti e Stefano Monti dell’Enea (disponibile gratuitamente in versione elettronica in pdf).

La pubblicazione intende avviare una riflessione documentata sulle competenze necessarie al programma nucleare italiano, delle necessità di formazione che ne discendono e delle capacità del sistema educativo italiano di farvi fronte.

Sono tre i motivi che giustificano un’attenzione al tema:
1. l’impegno nucleare, in particolare sul versante della sicurezza, è qualcosa che si dispiega sull’arco di diverse generazioni e pertanto deve essere oggetto di attenta programmazione;

2. la ripresa di interesse per il nucleare da fissione produrrà una domanda di competenze per la costruzione e gestione degli impianti che si aggiungerà a quella per rimpiazzare la prima generazione di addetti, in uscita dal mercato del lavoro e perciò una potenziale tensione sul mercato del lavoro che va governata;

3. lo sviluppo delle risorse umane in campo nucleare, in passato affidato ai fornitori della tecnologia, determinerà in futuro, oltre ad un possibile squilibrio tra domanda e offerta di personale qualificato, anche un’inedita mobilità del personale nucleare in tutto il mondo, sia tra paesi sia tra settori produttivi, rendendo la gestione delle risorse umane più impegnativa.

Analisi delle necessità formative per il programma nucleare italiano a cura di Giuliano Buceti e Stefano Monti dell’Enea


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