Nucleare: Confindustria Anie incontra Enel

Confindustria Anie ha avviato un confronto con Enel per valutare le effettive opportunità di partecipazione delle imprese fornitrici di tecnologia al programma nucleare Enel-EDF in Italia, e ottenere tutti i necessari chiarimenti in merito alle procedure di certificazione e qualificazione, necessarie per consentire alle imprese di lavorare secondo gli standard di sicurezza e qualità che da sempre caratterizzano l’approccio al business di Enel.

Il Programma nucleare Enel in Italia prevede la realizzazione di 4 reattori con tecnologia EPR e l’entrata in servizio della prima unità entro il 2020. Secondo l’accordo con EDF la nuova capacità nucleare installata dovrebbe ammontare a 6.400 MW, ovvero circa la metà degli obiettivi espressi dal Governo italiano. Gli investimenti sono stimati in 18-20 miliardi di euro, oltre la metà dei quali dovrebbe avere ripercussioni sull’indotto italiano ed in particolare sulle imprese elettromeccaniche, se si considera che in media il 20-25% dell’investimento per la costruzione di un sito nucleare riguarda proprio le installazioni elettromeccaniche.

L’attuazione completa del programma nucleare potrebbe generare nei comparti dell’elettromeccanica direttamente interessati, ovvero tutte le tecnologie destinate alle infrastrutture di rete elettrica – dalla produzione, alla trasmissione e distribuzione, includendo anche la componentistica e i sistemi di controllo e protezione – un aumento occupazionale pari a circa 10.000 unità nel prossimo decennio, ossia un incremento al 2020 del 16% rispetto agli attuali livelli occupazionali.

Affinché la ricostituzione di una filiera nazionale sul nucleare costituisca un’opportunità per l’industria nazionale –  ha dichiarato Claudio Andrea Gemme, Presidente dell’Associazione Energia di Confindustria Anie è necessario un quadro legislativo e normativo di riferimento chiaro, che dia sufficienti garanzie su tempistiche e procedure”. “Questo potrà aiutare a rendere – ha proseguito Gemme – finanziariamente giustificabili e sostenibili investimenti da parte delle nostre aziende, che si troveranno ad affrontare in tempi brevi le onerose procedure di certificazione e qualificazione, necessarie per consentire alle imprese di lavorare in garanzia di qualità”. 


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