Note di architettura verde

Sempre più spesso si sente parlare di architettura verde. Ma che cos’è? Una moda? Secondo molti si, ma di fatto il principio base dell’architettura verde è molto nobile, ovvero rendere più eco-compatibile lo stile di vita moderno, a partire dai materiali e dalle fonti di energia utilizzati nella realizzazione delle nuove strutture abitative.

Secondo quanto riportato in Green Architecture di James Wines (ed. Taschen), esiste una sorta di checklist che definisce il modello eco-friendly, di seguito riportata:

piccole costruzioni (le costruzioni di piccole dimensioni sono una valida alternativa all’assalto delle mega strutture cui si è potuto osservare negli ultimi anni. Tuttavia la crescita esponenziale della popolazione e la conseguente richiesta di unità abitative non sempre rende realizzabile  questa soluzione. Laddove possibile si consiglia di non superare i sei piani, magari sfalsandoli);

usare materiali riciclati o rinnovabili (bisogna spendere maggior tempo, ma alla fine una scelta accurata dei materiali costruttivi può portare a sfruttare le potenzialità tecnologiche che i materiali riciclati possiedono);

usare materiale a basso contenuto energetico (questo vuol dire che quando si sceglie un materiale occorre valutare tutto il suo ciclo di produzione ed andare ad individuare quello che a parità di qualità ha richiesto il minor dispendio energetico. Inoltre andando a valutare tutto il processo produttivo si può valutare la presenza o meno di sostanze tossiche all’interno del materiale stesso);

utilizzare solo legno già disponibile (con tutte le lotte contro la deforestazione del mondo è ovvio che scegliere del legno già presente sul mercato è consigliabile, piuttosto che ricercarne altri tipi che ancora hanno le radici ben piantate nel terreno);

sistemi di cattura dell’acqua (l’acqua  indispensabile per la vita di tutti sulla terra, ma è anche la risorsa che più viene sprecata senza senso. La responsabilità dell’approvvigionamento di acqua pulita è una responsabilità non solo riferita al mantenimento delle riserve regionali, ma anche del riutilizzo dell’acqua grigia, al fine di combattere la siccità e l’esaurimento delle riserve naturali);

bassa manutenzione (per ogni tipo di abitazione, al fine di incoraggiare un costo accettabile di manutenzione si cerca di ridurre la dipendenza dal combustibile fossile per il riscaldamento e per cucinare, sviluppando tecnologie di volta in volta adattate in base al clima della regione in cui ci si trova);

riciclaggio delle costruzioni (anziché costruire nuove strutture sarebbe opportuno andare a riutilizzare quelle già presenti nel territorio e dismesse. Questo serve anche per evitare un’espansione della città, preservandone l’integrità e la tessitura urbana);

riduzione dei composti chimici con ozono (anche questo si può ricondurre alla scelta di materiali riciclati, a basso contenuto energetico e scegliendo fonti di energia alternative);

preservazione dell’ambiente naturale (l’assenza di spazi verdi nelle città incide molto sullo stress della vita quotidiana. Purtroppo lo sviluppo delle agenzie immobiliari sono il primo nemico della preservazione della natura);

efficienza energetica (tutto ruota attorno allo sviluppo di energie alternative e alla fine della dipendenza dal combustibile fossile. Inoltre si deve cercare di capire il contesto climatico in cui la struttura sorgerà);

orientamento solare (sempre a riguardo dell’efficienza energetica, quando si costruisce una nuova struttura si deve tener conto dell’esposizione alla luce solare);

accesso ai trasporti pubblici (pur non essendo un problema dell’architettura, la riduzione dell’utilizzo dei mezzi privati a favore di quelli pubblici è uno dei punti fondamentali per il risparmio energetico e per il miglioramento della qualità dell’aria. L’architettura può essere coinvolta andando a progettare delle strutture che rendano facile il raggiungimento e l’utilizzo dei mezzi pubblici).

Girando per Vancouver posso assicurare che molti di questi accorgimenti vengono a oggi adottati. Ma qui la questione è abbastanza semplice in quanto quasi tutte le strutture sono nuove, quindi si riesce a ricavare lo spazio per piantare un orto tra i grattacieli o per utilizzare una copertura vegetale per il tetto, piuttosto che piantare direttamente un albero nel solarium. Certo risulta più complicato se si pensa alle antiche città europee, dove ogni singola pietra è storia.
Ma confido che almeno l’utilizzo di energie alternative, piuttosto che l’attenzione a ridurre gli sprechi possano prendere piede in ogni dove.

Articolo dell’Ing. Roberta Lazzari


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