Norme tecniche per le costruzioni e progettazione sostenibile

Le Norme tecniche per le costruzioni, dopo la definitiva entrata in vigore nel luglio scorso, rappresentano oggi una grande occasione per il settore di rinnovarsi ed elevare gli standard di qualità, con l’obiettivo di ricostruire un mercato in forte sofferenza. La responsabilità di raggiungere tale obiettivo, attraverso la corretta applicazione delle Norme, il ricorso alla certificazione e alla sostenibilità ambientale come elemento per l’innovazione di prodotto, è affidata a tutti gli attori che operano nelle diverse fasi del processo di costruzione.

È stata questa la premessa che ha aperto i lavori del Convegno organizzato da ICMQ al MADE  Expo 2010. L’evento, dedicato a Norme Tecniche per le Costruzioni e progettare sostenibile: garantire le prestazioni dei prodotti. Le responsabilità di progettisti, direttori dei lavori, produttori e imprese, si è incentrato sulle Norme tecniche e sulla certificazione come valore per le aziende produttrici, ma anche per chi progetta e costruisce, in un’ottica di sostenibilità e attraverso le voci di chi conosce bene tutte le fasi dei processi che li riguardano.

I materiali da costruzione, innanzitutto, costituiscono il primo scalino da cui partire per affermare la qualificazione del settore. I mezzi messi a disposizione dalla normativa sono la Certificazione del controllo di produzione (FPC), che si ottiene con una verifica ispettiva di valutazione degli impianti e del controllo di produzione eseguita da un Organismo notificato, e la Marcatura CE, che però, non è un vero e proprio marchio di qualità, poiché deriva da una dichiarazione di conformità (autocertificazione) effettuata dal singolo produttore, nella maggioranza dei casi dopo l’intervento di un Organismo Notificato.

Quindi, “affinché la qualità dei prodotti venga attestata e riconosciuta dal mercato – ha spiegato Roberto Garbuglio, Responsabile Certificazione Prodotto di ICMQ – è necessario associare ai prodotti di qualità superiore un marchio di garanzia delle prestazioni ottenuto attraverso la certificazione volontaria di prodotto. Significa – ha proseguito – dichiarare e garantire, attraverso un marchio di terza parte indipendente, caratteristiche che ne fanno un prodotto di qualità”.
Ma questo non basta. “Nella filiera delle costruzioni sono presenti tanti soggetti, e ciascuno di questi partecipa al processo costruttivo con specifiche responsabilità, compiti e competenze”, ha sottolineato Costanzo Riva, Coordinatore Tecnico-Normativo di ICMQ, illustrando il ruolo assegnato dalle NTC a progettisti, direttori dei lavori, produttori e imprese, e spiegando come l’Organismo di certificazione interviene soltanto nella verifica iniziale e periodica del processo di fabbricazione e di marcatura CE.

Il convegno è proseguito con l’illustrazione, da parte di Massimo Cassinari, Responsabile Certificazione Sistemi di Gestione di ICMQ, di alcuni dei protocolli che consentono di quantificare e dimostrate a chiunque interessato la sostenibilità ambientale quale caratteristica di un edificio nel suo complesso. I due esempi più interessanti sono: Protocollo ITACA (redatto dall’Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) e schema LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), certificazione volontaria creata da US Green Building Council a partire dal 1993 ed oggi diffusa e riconosciuta in oltre 100 paesi nel mondo. Entrambi si basano su una serie ampia ed articolata di aspetti, che consentano di attribuire un punteggio e assegnare una classe di merito all’edificio.
Di qualche giorno fa è la notizia dell’approvazione di LEED Italia 2009, adattamento italiano dello standard statunitense per la certificazione degli edifici sostenibili, un passo di grandissima importanza per il miglioramento qualitativo delle costruzioni in Italia (leggi articolo).

Oggi la sostenibilità in edilizia – ha affermato Lorenzo Orsenigo, Direttore di ICMQ – è considerata dalla Commissione Europea una delle linee strategiche di sviluppo per i prossimi anni. Puntare su questo significa fare innovazione e prepararsi a cavalcare l’onda di un mercato che sta cambiando”.

Scarica gli atti del convegno


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