Nervi dentro Nervi

Torino rappresenta per Pier Luigi Nervi la città italiana, dopo Roma, dove progetta e lavora di più. Alcune delle sue opere sono tra le più famose, Torino Esposizioni e il Palazzo del Lavoro: quasi tutte le altre, invece, sono sconosciute anche agli specialisti. A Torino Nervi, dopo la seconda guerra mondiale lavora come progettista, imprenditore, consulente.
È a Torino che il metodo di lavoro, quello così ben raccontato a Roma da Sergio Poretti e Tullia Iori, conosce e si appropria delle forme di organizzazione scientifica del lavoro, che in questa città avevano conosciuto e conoscevano, le riflessioni e le applicazioni più importanti. Nervi a Torino lavora con la Fiat, in forme diverse.

Con queste parole lo storico dell’architettura Carlo Olmo presenta la mostra itinerante Pier Luigi  Nervi, Architettura come sfida, che dopo Bruxelles (giugno 2010), Venezia (settembre-novembre 2010) e Roma (al Maxxi, dicembre 2010-marzo 2011), farà tappa a Torino dal 29 aprile al 17 luglio 2011, presso lo spazio di Torino Esposizioni (leggi anche Le grandi imprese di costruzioni romane a “lezione” da Nervi).

La mostra, occasione unica per vedere una mostra su Nervi dentro uno dei suoi gioielli più preziosi, ripercorrerà le sue opere, facendo conoscere non solo “inediti” progettuali e realizzati, ma anche offrendo la possibilità di attraversare una congiuntura, quella degli anni cinquanta e sessanta, straordinaria dell’ingegneria italiana.
È a Torino e Milano che Nervi ha inoltre i suoi fondamentali interlocutori scientifici, è in queste due città che si confronta e dialoga con le rispettive culture politecniche. Ma Nervi lavora con grandi imprese anche fuori da Torino. La mostra offrirà i casi che più aiutano a capire la diversità delle forme di collaborazione e gli esiti, davvero prestigiosi di una società industriale che, sempre in quegli anni, sta conoscendo la sua stagione più felice e importante.

Ma proprio nel Palazzo dove si svolgerà l’Esposizione, Nervi sperimenta anche il rapporto con un architetto, Sottsass padre. Il tema del rapporto tra Nervi e la cultura architettonica italiano è di  grande interesse. Nervi è spesso presentato come architetto. La mostra cercherà, usando alcuni casi emblematici (da Bardi a Ponti, da Piacentini a Gabetti e Isola), di evidenziare le forme diverse di collaborazione che Nervi ebbe con la cultura architettonica italiana, dagli anni trenta sino agli anni sessanta del Novecento.
Le mostre (dopo Torino il tour proseguirà in Cina e Stati Uniti) si articolano su diverse tappe e sono caratterizzate da un nucleo centrale di 12 opere selezionate tra le più celebri realizzate da Nervi in tutto il mondo e da sezioni tematiche realizzate a “misura”, dove di volta in volta si introducono nuovi materiali, studi, testimonianze.

La mostra
Il nucleo centrale della mostra ruota attorno all’illustrazione, attraverso disegni originali riproduzioni fotografiche, di una selezione delle 12 opere più celebri di Nervi, in Italia e nel mondo – dagli Hangars di Orbetello e Orvieto degli anni Trenta, alla Cattedrale di St. Mary a San Francisco, alla Sala delle Udienze Pontificie e all’Ambasciata di Brasilia della fine degli anni Sessanta, passando per le opere olimpiche di Roma al termine degli anni Cinquanta e per quelle torinesi di Torino Esposizioni e del Palazzo del Lavoro.

I modelli fisici delle 12 opere presentate in mostra, realizzati con la tecnologia della stampa a prototipazione rapida, sono stati ideati dal NerViLab del Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma e dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Torino, al fine di contribuire alla comprensione della profondità del pensiero nerviano, puntando a trasmetterne l’esito più felice: l’espressività spaziale delle composizioni strutturali comunicate tramite il linguaggio geometrico.


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