Monitoraggio e prevenzione: cittadini e simulatori contro rischio idrogeologico

Monitoraggio e prevenzione: intelligenza collettiva e artificiale contro il rischio idrogeologico

Monitoraggio

Alla luce degli eventi che interessano il territorio, si studiano soluzioni e strumenti che possano migliorare l’attività di monitoraggio e prevenzione per mitigare il rischio idrogeologico. Fra le strategie principali da attuare rientrano le reti di monitoraggio e la valutazione del rischio.

Per implementare queste strategie sono state studiate soluzioni che vedono coinvolti i cittadini attraverso la Citizen Science e strumenti di alta tecnologia come il simulatore dello stato di rischio, in uso presso i laboratori EISAC.it. Contributi fondamentali nell’ottica di riduzione del rischio e tutela del paesaggio e della comunità.

Quale è il ruolo dei cittadini nel monitoraggio, contro il rischio idrogeologico?

Il cittadino diventa un sensore vivente e attraverso il solo uso di un app è in grado di raccogliere informazioni in tempo reale ed immediato. Il crowdsourcing, ovvero la raccolta di idee ed opinioni verso gli utenti della rete sempre più attivi e comunicativi, può essere veicolata e servire alla valutazione dell’entità del dissesto, degli eventi che lo hanno causato ed i luoghi interessati.

Questa innovativa condizione di monitoraggio è stata oggetto del secondo convegno internazionale COWM 2018 – Citizen Observatories for Natural Hazards and Water Management – tenutosi dal 27 al 30 novembre 2018, a Venezia.

L’evento è stato uno scenario di confronto per esperti di scienze sociali ed informatiche, ingegneri e altri professionisti provenienti da diversi paesi, coinvolti nelle attività di ricerca e sviluppo sulle tematiche tecniche, ma soprattutto nell’analisi sul ruolo degli Osservatori dei Cittadini.

Durante il convegno COWM 2018, sono stati analizzati i ruoli, le opportunità e l’apporto dei cittadini ovvero di quella intelligenza collettiva. Un’idea ne innesca delle altre e la rete che si viene a creare a servizio della prevenzione e protezione del territorio, è frutto di un coinvolgimento della comunità.

Con la Citizen Scienze, la scienza incontra i cittadini che attivamente collaborano al monitoraggio del territorio. L’applicazione pratica della “Scienza dei cittadini”, al centro di COWM, ha già prodotto effetti positivi nel territorio veneto grazie ad una sperimentazione partita anni fa nel bacino del Brenta-Bacchiglione e il Distretto Alpi Orientali, è all’avanguardia nell’attuazione della Direttiva europea 2007/60, che fa testo in materia per tutti i Paesi Ue.

Gli Osservatori dei Cittadini rappresentano una risorsa e nelle tematiche ambientali possono ricoprire un ruolo fondamentale nel coinvolgimento dei cittadini, cosa già discussa e promossa da Direttive Europee (2000/60, 2007/60/EC).

Gli strumenti a disposizione sono semplici e disponibili: smartphone, social, chat e la partecipazione attiva e volontaria della comunità cittadina che acquisisce conoscenza del territorio in cui è insediata, stimola le agenzie di controllo ambientale ad effettuare monitoraggi più estesi ed accurati.

Simulare il dissesto idrogeologico? All’ EISAC si può

L’EISAC Italia – European Infrastructure Simulation and Analysis Centre – presente a Roma è nato grazie all’accordo siglato a Roma dai presidenti dell’ENEA Federico Testa e dell’INGV Carlo Doglioni, nel luglio 2018, ed è il primo in Europa, finalizzato al controllo e alla gestione della sicurezza delle infrastrutture.

Il laboratorio multidisciplinare EISAC, coordinato da Vittorio Rosato, nasce per dare supporto alle Pubbliche Amministrazioni e alla Protezione Civile, ma anche ai gestori di reti, attraverso la creazione di simulazioni di eventi naturali e del loro impatto sul territorio e la raccolta di dati finalizzati al monitoraggio.

La necessità di attuare un tale operato, scaturisce per garantire una continuità a servizi essenziali come la distribuzione di elettricità e acqua, le comunicazioni e i trasporti, i blackout, le azioni terroristiche, i cyber attacchi ed eventi meteo estremi.

Le criticità, attraverso le banche dati territoriali, i simulatori di infrastrutture, le analisi di dati satellitari e sistemi di previsione meteo-climatica, sono messe sotto esame, con la finalità di migliorare la resilienza delle infrastrutture, ovvero la capacità di tornare al loro normale e quotidiano funzionamento.

Esempi di raccolta dati sono quelli sull’interferometria, utile per la determinazione delle lente variazioni del terreno e dello stato di rischio su eventuali frane o post terremoto. Anche i dati che consentono il nowcasting, sono fondamentali per l’esecuzione di previsioni nel breve tempo delle precipitazioni.

L’EISAC è un’iniziativa internazionale, finalizzata alla costruzione di una piattaforma europea collaborativa nel settore della protezione delle infrastrutture critiche (CIP), per sostenere gli operatori e le pubbliche realtà che si occupano della prevenzione e gestione dei rischi.

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