Monitoraggio dei parametri ambientali: misurare la pioggia con lo Smartphone

Monitoraggio dei parametri ambientali: misurare la pioggia con lo Smartphone

Autunno, tempo di pioggia. E di Big Data. Cosa c’entrano i fenomeni atmosferici e l’analisi di enormi quantità di dati? Molto, almeno per gli ingegneri e i professionisti di Waterview, una azienda innovativa inserita nell’incubatore I3P del Politecnico di Torino, che ha il suo core business nella fornitura di servizi per la raccolta e l’analisi di Big Data in ambito meteorologico ed è specializzata nell’ideazione di sistemi intelligenti per il monitoraggio di fenomeni atmosferici e parametri ambientali.

Recentemente l’azienda ha ricevuto un finanziamento di quasi 500mila euro, da parte del Club degli Investitori, il più grande network regionale di business angel in Italia, per implementare la tecnologia Waterview che promette di rivoluzionare la raccolta dati in ambito meteorologico grazie ad una nuova tecnica che misura l’intensità della precipitazione atmosferica, a partire dalle caratteristiche strisce luminose lasciate dalle gocce d’acqua in filmati e fotografie, che possono provenire da macchine fotografiche tradizionali, telecamere di rete, webcam o smartphone.

Le applicazioni possibili sono molteplici: dall’agricoltura, ai servizi meteo, dalla protezione civile allo sport, come racconta Paola Allamano, CEO di Waterview che ha fondato nel 2015 insieme ai due soci Paolo Cavagnero e Alberto Croci: “Quello dei servizi meteo è un mercato che si caratterizza per una dimensione di circa 30 miliardi di dollari e che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita con tassi superiori al 10% l’anno. Si stima infatti che entro il 2020 il valore del mercato dei servizi meteo dovrebbe attestarsi su valori superiori a 38 miliardi di dollari”.

“WaterView interpreta l’esigenza di un monitoraggio pluviometrico più diffuso ed economico trasformando gli apparecchi di visione in strumenti capaci di vedere e misurare la pioggia”, spiega Cavagnero che si occupa della attività infrastrutturale e di comunicazione dell’azienda.

Come funziona WaterView

Gli strumenti per la misura della pioggia attualmente disponibili sebbene affidabili non sono sufficientemente diffusi, connessi e integrati sul territorio per soddisfare la “fornitura” di dati sull’intensità e la distribuzione delle precipitazioni nella quantità e con la qualità richiesta dal mercato.

Monitoraggio parametri ambientali: come funziona WaterView

Monitoraggio parametri ambientali: come funziona la tecnologia WaterView

WaterView rivoluziona l’industria della raccolta dati in ambito meteorologico grazie a una tecnica totalmente nuova per misurare l’intensità della precipitazione atmosferica a partire dalle caratteristiche strisce luminose lasciate dalle gocce d’acqua in una fotografia o in un filmato effettuati in condizioni di pioggia.

Le immagini adatte a questo scopo possono provenire da macchine fotografiche tradizionali, telecamere di rete, webcam e in un prossimo futuro anche da smartphone, che diventeranno così altrettanti pluviometri non convenzionali. Anche le videocamere delle reti di sorveglianza possono essere utilizzate quali sorgenti ad alta frequenza di immagini adatte al monitoraggio delle precipitazioni.

I parametri utilizzati

Tre principali parametri determinano la profondità di campo di un’immagine e la lunghezza delle tracce luminose lasciate su di essa dalla pioggia: lunghezza focale, tempo di esposizione e apertura del diaframma.

Monitoraggio parametri ambientali: parametri immagini

La conoscenza di questi parametri permette di determinare un volume entro cui sarà possibile calcolare la posizione, la dimensione e la velocità delle gocce visibili ottenendo così di conseguenza una stima dell’intensità di pioggia al suolo.

Da un punto di vista tecnico, WaterView implementa i propri algoritmi attraverso un servizio cloud: una soluzione che consente di connettere reti di sensori fissi e continuamente attivi (telecamere di rete) e reti di sensori mobili e a funzionamento più sporadico (smartphone), aprendo la strada alla raccolta di grandi quantità di dati pluviometrici


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