Microzonazione sismica in Emilia-Romagna

Con il termine “microzonazione sismica” si intende la suddivisione dettagliata del territorio in sottozone a diversa pericolosità sismica locale: tale suddivisione tiene conto sia della sismicità di base (distanza dalle sorgenti sismogenetiche, energia, frequenza e tipo dei terremoti attesi) sia delle caratteristiche geologiche e morfologiche locali.

A questo proposito si rileva che l’Eurocodice 8, l’o.P.C.M. 3274/2003 e l’ultima versione delle Norme tecniche per le costruzioni (d.m. 14 gennaio 2008) richiedono che, in relazione ad alcune tipologie di edifici, per la valutazione dell’azione sismica siano adeguatamente considerate le condizioni geologiche e morfologiche attraverso dettagliati studi di microzonazione sismica.
Le normative precedenti (d.m. 1996) classificano, invece, il territorio nazionale sulla base dei terremoti avvenuti in epoca storica e della distanza dalle potenziali sorgenti sismogenetiche, senza considerare le caratteristiche locali del territorio. Infatti, alcuni terreni e alcune forme del paesaggio, possono aumentare gli effetti dei terremoti amplificando il moto sismico o favorendo fenomeni di instabilità come ad esempio cedimenti o frane.
Nella delibera della regione Emilia-Romagna dell’Assemblea legislativa progr. n. 112 – oggetto n. 3121 del 2 maggio 2007  relativa all’Atto di indirizzo e coordinamento tecnico ai sensi dell’art. 16, comma 1, della l.r. 20/2000 sono indicati gli Indirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la pianificazione territoriale e urbanistica elaborati da un gruppo di lavoro interdisciplinare appositamente istituito: tale gruppo di lavoro è costituito da specialisti di settore di fama internazionale, da rappresentanti dell’Anci e dell’Upi Emilia-Romagna, da esperti di geologia e ingegneria nelle aree sismiche e esperti di pianificazione territoriale ed urbanistica.
Questi indirizzi sono stati presentati e discussi in molteplici incontri con tutte le Province e una rappresentanza dell’Anci (8 maggio e 9 giugno 2006), con gli ordini e le associazioni professionali interessati (23 giugno 2006), appositamente organizzati dalla DG Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa e dalla DG Programmazione Territoriale e Sistemi di Mobilità, e in varie iniziative pubbliche (seminari e convegni) promossi dall’Ordine regionale dei Geologi dell’Emilia-Romagna e dal Cnr.

I presenti indirizzi sono stati formulati tenendo presente soprattutto i seguenti principi: 
– indirizzare la microzonazione sismica alla pianificazione territoriale e urbanistica, 
– contenere costi e tempi, affinché la microzonazione sismica sia realizzata in tutti i comuni e impiegata fin dalle prime fasi della pianificazione per la scelta delle aree e del tipo di interventi, 
– garantire attendibilità scientifica, 
– adeguarsi alle normative e alle raccomandazioni nazionali e internazionali, 
– uniformare le procedure di microzonazione sismica per ottenere prodotti comparabili a scala regionale,
– orientare i professionisti lasciando spazi di autonomia e di responsabilità, 
– dare uno strumento di riferimento ai funzionari con compiti di controllo.

La citata delibera riguarda 105 comuni classificati in zona 2 (praticamente tutta la Romagna, il settore orientale della provincia di Bologna, il comprensorio delle ceramiche modenese-reggiano, alcuni comuni del crinale tosco-emiliano delle province di Modena, Reggio Emilia e Parma), 214 comuni in zona 3 e i rimanenti 22 comuni in zona 4 (tutti in pianura: l’estremità nord-occidentale delle provincia di Piacenza, alcuni comuni in prossimità del Po, nelle province di Piacenza, Reggio Emilia e Ferrara, e la zona del delta del Po).
I terremoti storici che hanno colpito i comuni più “sismici” dell’Emilia-Romagna (zona 2) hanno prodotto danni dell’VIII-IX grado della scala MCS, con Magnitudo stimata compresa tra 5,5 e 6 della scala Richter.

Il testo integrale della delibera e tutti gli allegati sono consultabili sul sito http://www.regione.emilia-romagna.it/geologia/ .

Si possono scaricare in versione .pdf:
– testo della delibera ed i relativi allegati
– Allegato A : Atto di indirizzo e coordinamento tecnico ai sensi dell’art. 16, c. 1, della l.r. 20/2000 per “Indirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la pianificazione territoriale e urbanistica”.
– Allegato A1 : Indicazioni per l’elaborazione della “Carta delle aree suscettibili di effetti locali”(primo livello di approfondimento).
– Allegato A2 : Tabelle e formule per la valutazione dei fattori di amplificazione sismica per le analisi del secondo livello di approfondimento e per la valutazione degli effetti topografici.
– Allegato A3 : Procedure di riferimento per le analisi di terzo livello di approfondimento.
– Allegato A4 : Spettri di risposta rappresentativi e segnali di riferimento per il calcolo della risposta sismica locale nelle analisi di terzo livello.

Articolo dell’Ing. Stefano Valentini


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