Mercato 2010 dell’EPS: poteva andare peggio

“Poteva andare peggio”. Potrebbe essere questo il “succo” di quanto emerso dall’annuale indagine statistica sull’andamento del mercato italiano dell’EPS per l’anno 2010, elaborato dall’Associazione Italiana Polistirene Espanso (AIPE). Basata sui dati dichiarati dai soci produttori di materia prima, la ricerca fornisce una foto concreta e aggiornata del business italiano dell’EPS nei due principali settori applicativi (edilizia e imballaggi) e in altri utilizzi finali.

Dal 1998 al 2004 il mercato del polistirene espanso è costantemente cresciuto, in media del 5,6%. Un lungo trend positivo momentaneamente interrotto nel biennio 2005/2006 da una lieve riduzione media di circa l’1%. Nel 2007 i consumi totali di EPS hanno registrato un nuovo deciso incremento di oltre il 6%, dato confermato anche nel 2008 con 145.000 tonnellate prodotte.

Nel 2009 si è assistito ad un calo di circa il 3% (140.000 tonnellate), molto contenuto se rapportato alla crisi economica generale, cui è seguita l’anno scorso una positiva ricrescita del 2,1% con 143.000 tonnellate complessive.

Nel 2010 i manufatti tagliati da blocchi, prodotti secondo una tecnologia più tradizionale, hanno registrato valori identici al 2009, segno che sono stati in grado di seguire l’andamento del mercato sia nel settore edile che nell’imballaggio.

Diversa la situazione per i “preformati” che hanno sostanzialmente determinato la differenza di segno tra i due principali settori applicativi. Con 94.000 tonnellate l’edilizia ha registrato ancora una volta un’eccellente crescita, visto anche l’andamento economico generale, del 7% sull’anno precedente. Incremento legato alla grande adattabilità del polistirene nella tecnologia dello “stampaggio” che ha portato a conquistare quote di mercato sui materiali alternativi.

La spinta legislativa e fiscale all’”energia zero” ha poi contribuito non poco alla crescita di un materiale dalle eccellenti proprietà isolanti, soprattutto in quelle applicazioni che hanno richiesto polistirene a migliorata conducibilità termica.

Andamento invece non positivo per il settore dell’imballaggio (- 7%) motivato da un calo della produzione industriale con ricadute negative su tutto il Packaging di protezione, in linea con gli altri materiali alternativi.

a cura di Mauro Ferrarini


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