Manovra sulle rinnovabili, facciamo un po’ di chiarezza

In Italia le contraddizioni sono all’ordine del giorno. Capita così che pur approvando la nuova direttiva europea 2009/28/CE che impegna gli Stati membri allo sviluppo delle fonti rinnovabili, nel nostro Paese venga anche deliberata una manovra finanziaria 2010 (d.l. n. 78/20010 Misure urgenti in materia distabilizzazione finanziaria e di competitività economica pubblicato su G.U. 31 maggio 2010), il cui art. 45 cita:

Art. 45 – Abolizione obbligo di ritiro dell’eccesso di offerta di certificati verdi)
1. L’articolo 2, comma 149, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 e l’art. 15, comma 1, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 dicembre 2008 sono soppressi.

E in particolare.
Legge 24 dicembre 2007, n. 244 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008):
Art. 2. c. 149. A partire dal 2008 e fino al raggiungimento dell’obiettivo minimo della copertura del 25 per cento del consumo interno di energia elettrica con fonti rinnovabili e dei successivi aggiornamenti derivanti dalla normativa dell’Unione europea, il GSE, su richiesta del produttore, ritira i certificati verdi, in scadenza nell’anno, ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere all’obbligo della quota minima dell’anno precedente di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, a un prezzo pari al prezzo medio riconosciuto ai certificati verdi registrato nell’anno precedente dal Gestore del mercato elettrico (GME) e trasmesso al GSE entro il 31 gennaio di ogni anno.

D.m. 18-12-2008 Incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ai sensi dell’articolo 2, comma 150, della legge 24 dicembre 2007, n. 244:
Art. 15. Disposizioni per la transizione dal precedente meccanismo di incentivazione ai meccanismi di cui alla legge finanziaria 2007 e alla legge finanziaria 2008
1. Al fine di garantire graduale transizione dal vecchio ai nuovi meccanismi di incentivazione e non penalizzare gli investimenti già avviati, nel triennio 2009-2011, entro il mese di giugno, il GSE ritira, su richiesta dei detentori, i certificati verdi rilasciati per le produzioni, riferite agli anni fino a tutto il 2010, con esclusione degli impianti di cui all’art. 9, comma 2, lettera b). La richiesta di ritiro è inoltrata dal detentore al GSE entro il 31 marzo di ogni anno del triennio 2009-2011. Il prezzo di ritiro dei predetti certificati è pari al prezzo medio di mercato del triennio precedente all’anno nel quale viene presentata la richiesta di ritiro. I certificati verdi ritirati dal GSE possono essere utilizzati dallo stesso GSE per le finalità di cui all’art. 14, commi da 1 a 3.

Ma criticare la manovra così sterilmente sarebbe controproducente. Vediamo di capire cosa è successo.

Nel 2009 il ritiro dei Certificati Verdi invenduti nel 2008 ha comportato un esborso al Gestore Servizi Energetici (GSE) di circa 1 miliardo di euro. Ricordiamo che il GSE di fatto fa parte del Ministero dell’economia e delle finanze.
La spesa viene caricata come onere (630 milioni di euro per l’anno scorso) sulle bollette elettriche attraverso la componente A3, pertanto oltre a indebolirsi le casse dello Stato si impoveriscono anche quelle dei consumatori finali.

Perché il GSE deve ritirare i certificati in esubero? Non potrebbero semplicemente decadere/smettere di essere attivi che non vengono venduti nell’anno cui si riferiscono?
La risposta non è semplice, in quanto un incentivo così importante per lo sviluppo delle energie rinnovabili segue le regole del libero mercato, e quindi di domanda e offerta. Pertanto un eccesso di offerta rischia di svalorizzare in maniera irreversibile il valore dei Certificati Verdi e non rendere più appetibili investimenti nel settore delle fonti rinnovabili.

Sarebbe il caso di cambiare filosofia di mercato?
La risposta credo sia inutile scriverla. Se il ritiro dei Certificati Verdi da parte del GSE era una soluzione tampone per evitare il crollo del mercato ed individuare nel frattempo un sistema di incentivazione idoneo, questo art. 45 del d.l. 78/2010 non sembra essere la soluzione.

Articolo dell’Ing. Roberta Lazzari

Fonti:
Lettera aperta di Fondazione per lo sviluppo sostenibile – 4 giugno 2010
Staffetta Quotidiana – Quotidiano delle fonti di energia – 27 e 28 maggio 2010
Comunicato stampa Cogena – Manovra 2010 e Certificati Verdi – 14 giugno 2010


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