L’Uovo di Colombo, ovvero una calce idraulica da gusci d’uovo e lolla di riso

Il classico “Uovo di Colombo”: solo in Italia produciamo 250.000 tonnellate l’anno di gusci d’uovo. Non si sa che farne. Una parte viene usato come mangime, il resto viene buttato. Perché non calcinare questo materiale, a bassissima temperatura, per ottenere calce purissima?

Ma c’è di più. Roberto Mosca e Gilberto Quarneti studiano la possibilità di produrre un legante idraulico ottenuto dalla miscelazione a freddo di idrato di calcio [Ca(OH2], in polvere, ottenuto dalla calcinazione e idratazione di gusci d’uovo (CaCO3) sottratti alla filiera produzione-scarto-discarica e ceneri pozzolaniche ottenute dalla combustione dei cascami della lavorazione del riso (Rice Husk Ashes – RHA).

I primi risultati sono entusiasmanti
Il legante “mineral-vegetale” sembra poter dare la risposta alla domanda che i protagonisti di questa ricerca si erano posti: possiamo ottenere un legante idraulico simile a quelli storici, senza necessariamente scavare nei fiumi e nelle miniere, calcinare ad alta temperatura e immettere enormi quantità di anidride carbonica nell’aria, rimettendo contemporaneamente in ciclo materie naturali rinnovabili?
Se si pensa che il processo di produzione del nuovo legante si basa sulla cottura dei gusci d’uovo, usando come combustibile la lolla del riso, la cenere della quale diventa a posteriori l’elemento pozzolanico per dare una connotazione di idraulicità, ben si comprende com el’operazione sia di massima aderenza coi concetti di bio-compatibilità ed eco sostenibilità.

Molti hanno tentato di liberarsi degli scarti alimentari di cui si parla in questo articolo, nascondendoli sotto il “tappeto” delle discariche; i più illuminati hanno calcinato i gusci d’uovo per produrre calce destinata alla correzione dello stato dei terreni e delle acque. La lolla di riso bruciata ha prodotto calore tramutato in energia e le ceneri sono servite, in parte, a migliorare le prestazioni dei comuni cementi di tutto il mondo.
Ciò che non è stato riutilizzato ha ripreso inevitabilmente la via della discarica.

I risultati di questo lavoro prospettano l’idea che in futuro si possa sviluppare un largo impiego di questo nuovo tipo di legante, anche in virtù del fatto che esso presenta caratteristiche meccaniche simili, se non superiori, a quelle dei leganti, a base di calce, comunemente utilizzati.
L’uso della lolla di riso, come comburente, che bruci per autocombustione per calcinare la polvere di gusci d’uovo, senza l’ausilio di carburanti fossili, è l’aspetto che rende questo progetto più rivoluzionario.

Inoltre, il basso impatto ambientale e il contenuto costo delle materie prime induce a pensare che potremo, nel prossimo futuro, essere in presenza di un processo produttivo destinato a contenere al massimo gli sprechi di energia e di denaro, producendo materiali che possono sostituire, limitatamente ad alcuni scopi, ma quantitativamente importanti, quei materiali da costruzione oggi apprezzati sotto l’aspetto della rinnovabilità.

Di Roberto Mosca e Gilberto Quarneti
Il presente articolo è tratto da Forum Italiano Calce News (ottobre 2009)
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