L’Università italiana piange, ma Ingegneria tiene

Il sistema universitario italiano è in crisi, eppure, in un contesto dove la quota dei diplomati che nel 2008 ha deciso di proseguire gli studi iscrivendosi all’Università si è fermata a poco più del 65% del totale (sei anni prima la quota aveva sfiorato il 75%), si segnala la controtendenza delle facoltà di Ingegneria, nelle quali, dopo cinque anni di progressiva flessione, tornano a crescere le immatricolazioni, passate dalle 35.031 dell’anno accademico 2007/08 alle oltre 37.000 dell’anno successivo con un incremento di quasi sei punti percentuali (5,7%).

Questo è in sintesi il quadro offerto dall’analisi dei dati sulla formazione accademica in Ingegneria che il Centro Studi del Consiglio nazionale degli ingegneri effettua ogni anno (1)
Ma quali sono i principali centri di formazione per gli ingegneri italiani? Come prevedibile, le facoltà che attirano maggiormente i giovani sono i due Politecnici del Nord Italia: Milano, che con quasi 4.000 immatricolati si conferma al primo posto, e Torino, con poco più di 3.000 nuovi aspiranti ingegneri. Risultati positivi si rilevano anche per le Università Federico II di Napoli, La Sapienza di Roma e il Politecnico di Bari. Non segue questo trend positivo un ateneo storico, quello di Bologna, che, unico centro tra i più frequentati, registra una flessione nel numero delle matricole.

Se da un lato aumentano i diplomati che vogliono intraprendere questo percorso di studi, dall’altro il numero dei laureati, dal 2006 al 2008, ha continuato a registrare una costante flessione (2). A onor del vero, però, questo calo era già stato previsto proprio a causa della progressiva diminuzione di immatricolati che ha caratterizzato quasi tutta le prima decade del secolo. Il dato nuovo che emerge è che, per la prima volta, a diminuire, anche se di poco più di 400 unità, sono anche i laureati di primo livello (20.013 a fronte dei 20.845 dell’anno precedente).

L’offerta formativa
L’analisi del Centro Studi conferma anche una diminuzione di corsi di laurea, laurea specialistica e magistrale offerti dagli atenei italiani. Nell’anno accademico in corso, infatti, sono stati attivati 2.651 corsi di primo livello e 2.204 di secondo livello contro i 2.866 e i 2.345 dello scorso anno. Si tratta di una contrazione auspicata da più parti e a cui non si sono sottratte neppure le facoltà di Ingegneria, soprattutto per quanto riguarda i corsi di primo livello. Sono infatti 342 i corsi di laurea di primo livello nei 44 atenei italiani attivati quest’anno: 56 in meno rispetto allo scorso anno accademico.
Il Politecnico di Torino si conferma ancora una volta l’ateneo con la più ampia offerta formativa di primo livello (33 corsi). A ruota seguono il Politecnico di Milano con 28 corsi e La Sapienza di Roma con 20 corsi. Se andiamo a vedere l’offerta dei corsi di secondo livello, invece, è proprio Milano a scavalcare l’omologo torinese con 28 corsi, uno in più del Politecnico di Torino e 7 in più dell’Università La Sapienza di Roma.

Una grave contraddizione
L’entrata a regime del nuovo decreto, si legge nello studio, non ha risolto le contraddizioni presenti nel vecchio ordinamento. Anzi, in alcuni casi le ha addirittura amplificate. “In base alle norme del d.P.R. 328/2001”, continua il documento del Centro Studi del CNI, “decreto che regola l’accesso alle professioni, infatti, si verifica l’incongruenza di alcuni corsi di laurea interni alla facoltà di Ingegneria che non forniscono titoli utili all’accesso alle prove di abilitazione professionale”.

Il nuovo ordinamento non solo non risolve la questione ma, come rileva lo studio, aumenta il numero di corsi di laurea “non validi”. Per esempio, tra i corsi regolati dal decreto 599/199 e quelli del decreto 270/2004 non esiste corrispondenza per due nuove classi di laurea magistrale, la LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi e la LM-26 Ingegneria della sicurezza, ragione per cui, allo stato attuale, uno studente che abbia conseguito il titolo di laurea in tali classi non può sostenere le prove di esame per l’abilitazione professionale.

Note
1. Lo studio integrale dal titolo La formazione degli ingegneri in Italia 2009 può essere consultato online sul sito del Centro Studi del CNI.
2. I laureati in Ingegneria sono stati 39.233 nel 2006, 37.686 nel 2007 e solo 36.675 nel 2008.


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