Luce: troppo “artistica” per gli ingegneri?

La gestione della luce in ambienti abitativi e lavorativi per molto tempo è stata considerata una materia troppo artistica dagli ingegneri e uno studio troppo denso di formule dagli architetti.
Oggi qualcosa è cambiato, soprattutto grazie all’introduzione del concetto di comfort ambientale, ovvero creare dei luoghi ove la persona sta bene.

I passi in avanti sono stati compiuti in diversi settori, a partire dai grossi produttori di lampade, che hanno cercato di creare punti luce non sfibranti per gli occhi (ci ricordiamo tutti dei fastidiosissimi neon di un tempo), sino ad arrivare alle Tecnologie dei materiali per gestire il passaggio della luce, come intitolato l’articolo di Costruire Oro 2009, di cui si riporta qui di seguito un’estrapolazione.
Così come nel mondo delle automobili esiste il famoso tettuccio apribile piuttosto che lunotti sempre più grandi che tendono quasi a convergere con il cristallo anteriore, in ambito edilizio sono stati progettati e realizzati nuovi prodotti versatili, quali:

– lastre ondulate piane in policarbonato per le coperture: in policarbonato alveolare, ottenute per estrusione. Il loro passo onda si adatta perfettamente a quello delle lastre ondulate in fibrocemento. I loro pregi sono: assenza di microfessurazioni, isolamento termico ed acustico, riduzione del fenomeno della condensa, durata garantita per almeno 10 anni, ottima luminosità, elevata reazione al fuoco, portata di carico uniformemente distribuita in copertura;
– lastre ondulate curve in policarbonato per le coperture: traslucide, in policarbonato alveolare, con raggio di curvatura di 3.500 mm, ottenute grazie ad un particolare processo estrusivo. Il loro passo onda si adatta ai raggi di curvatura normalmente utilizzati nelle coperture. I loro pregi sono: assenza di microfessurazioni, portata di carico uniformemente distribuita in copertura, durata garantita per 10 anni, resistenza all’azione dei raggi solari, interperie e sbalzi di temperatura:
– lastre grecate 1.000 G/7 in policarbonato per le coperture: in policarbonato alveolare, ottenute per estrusione. Si adattano lateralmente a tutte le greche metalliche normalmente utilizzate. Con il sormonto in falda si limita la loro lunghezza e si evita il problema della dilazione termica del materiale;
– lastre grecate 590 G/4 in policarbonato per le coperture: in policarbonato monocamera, ottenute per estrusione. Applicazioni e pregi sono pari a quelli delle lastre grecate 1.000 G/7 in policarbonato:
– lastre compatte in policarbonato per le vetrature: realizzate per coestrusione di uno strato protettivo anti UV sulla lastra in policarbonato. I loro pregi sono: maggiore sicurezza e resistenza all’impatto rispetto ad altri materiali, riduzione del 98% del passaggio della radiazione ultravioletta, non sono soggette ad ingiallimento, non perdono resistenza meccanica;
– lastre modulari ad incastro in policarbonato per controsoffittature interne industriali: in policarbonato alveolare, passo variabile tra 500 e 1.270 mm, ottenute per estrusione con un sistema ad incastro. I loro pregi sono: facile applicazione, gradevoli alla vista, eliminazione dei profili di giunzione, ottime proprietà termoisolanti e di trasmissione della luce, possibilità di imprimere una leggera curvatura;
– lastre alveolari in policarbonato con superficie esterna rinforzata: in policarbonato alveolare  doppia camera, di spessore pari a 10 cm. Esse sono l’unione dei pregi di resistenza della lastra compatta e dei pregi strutturali della lastra alveolare in policarbonato. Si distinguono per l’elevata capacità di assorbire i raggi UV e per le ottime proprietà fisiche, termiche e meccaniche;
– lastre alveolari in policarbonato formati da 2.100 mm e 1.250 mm: mantengono le loro proprietà meccaniche in un ampio range di temperatura, ottima protezione dai raggi UV e dalla radiazione solare diretta. Il maggior beneficio lo si stima dal risparmio energetico che consentono di ottenere questi materiali, contro quelli tradizionali a singolo strato.

L’elenco delle applicazioni sicuramente non termina qui, ma si ritiene di aver già esposto una buona dose di “curiosità” per approfondire l’argomento e iniziare ad illuminare il proprio ambiente in modo naturale ed intelligente.

Articolo di Roberta Lazzari

Fonte: Costruire Oro 2009

Nella foto, foglio luminoso flessibile comprensivo di LED – SUN-TEC Swiss United Technologies GmbH Co. Ltd.


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