L’Ottavo Sestiere di Venezia. Il rapporto tra la Laguna e la Città

Il giorno 10 giugno 2011 l’Ordine e il Collegio degli Ingegneri della provincia di Venezia e il Centro Provinciale di Studi Urbanistici (CPSU) di Venezia hanno organizzato il convegno dal titolo: L’ottavo sestiere. La Laguna come matrice di connessione.
È stato sviluppato in particolare il tema del rapporto tra la città e la laguna, in relazione al problema dei trasporti, della fruizione ricreativa degli spazi lagunari, degli insediamenti, dell’architettura e delle trasformazioni economiche, sociali e spaziali relative all’area metropolitana veneta.

Al convegno hanno partecipato i rappresentanti della Provincia di Venezia (Vicepresidente Dott. Dalla Tor) e del Comune della Città di Venezia (Assessore all’Urbanistica dott. Micelli) e illustri professionisti che hanno affrontato l’argomento da diverse angolazioni:
– la laguna: opportunità o problema? (ing. Pedrocco)
– la città domani (dott. Calzavarra)
– la città ieri (arch. Custoza)
– la laguna luogo di trasporti e mobilità (ing. Scibilia e ing. Cuzzolin)
– la laguna luogo di fruizione (ing. Lastrucci e ing. Pupillo)
– la laguna luogo dell’economia (prof. Bernardi)
– la laguna spazio nella trasformazione urbana (arch. Barbarevich)
– la laguna e i suoi waterfront (dott.ssa Moretti e ing. Checchin)
– la laguna: sistema naturale e artificiale (ing. Gusmaroli)

I moderatori della giornata sono stati il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Venezia (ing. Ceola) e il past president del Collegio degli Ingegneri della Provincia di Venezia (ing. Pianon).
A concludere i lavori un’altra figura illustre del panorama veneziano, l’ing. Campostrini, past president del Collegio, dell’Ordine e del Centro Provinciale di Studi Urbanistici degli Ingegneri della Provincia di Venezia.

L’ing. Pedrocco, presidente del CPSU di Venezia e della Commissione Ambiente Territorio Urbanistica (ATU) dell’Ordine degli Ingegneri di Venezia, che, oltre ad intervenire, ha coordinato tutta la preparazione di questo importante evento, ha espresso il seguente pensiero: “In un mondo dove il concetto di “città”, ormai divenuto improprio, si applica sia a cosiddetti centri storici che a conurbazioni sempre più ampie, gran parte della Laguna è spazio periferico, dove vicende inedite ed eventi risonanti convivono con conclamati degrado ambientale e decadenza culturale, facendone un luogo di margine, malamente testimone del suo passato e decisamente impreparato ad affrontare un nuovo futuro. Oggi la gronda lagunare e le aree litorali non trovano soluzione di continuità negli spazi acquei e insulari che li separano, affacciandosi con waterfront incompiuti su non-luoghi salmastri. In questo quadro i dibattiti e le scelte intorno alla Laguna si avvicendano e si attuano ancora senza un disegno unitario e complessivo, spesso dimenticando la peculiarità del contesto di riferimento e rinunciando proprio a quell’innovazione e sperimentazione che ha dato al territorio veneziano la possibilità di svilupparsi con le note specificità che lo contraddistinguono. Venezia risulta sempre più isolata nella sua Laguna. Sempre meno connessa col circondario dalle acque, che hanno in gran parte perso questa loro funzione tradizionale, divenendo un limite alla mobilità laddove erano l’elemento che la garantiva, la Venezia insulare appare sempre più come un elemento astratto nel panorama degli insediamenti regionali e nazionali. Grande palcoscenico di eventi internazionali ma piccola comunità sempre meno produttiva, Venezia non è mai stata così assente dalla storia europea e del nostro paese.
In un momento di rinnovato dibattito sulle strategie di sviluppo per Venezia, allorquando, realizzati gli sbarramenti per la salvaguardia fisica alle bocche di porto si tratterà di chiedersi per quale città materiale sia stato compiuto lo sforzo di salvaguardia dalle alte maree, e quali basi economiche si prospetteranno per essa, il convegno vuole offrire un contributo tecnico-culturale al confronto in atto, richiamando l’attenzione sulla riscoperta del ruolo centrale del sistema Laguna e sulla necessità di un approccio integrato alla programmazione territoriale che lo interessa. Tra sviluppo locale e sfide globali, tra valorizzazione del patrimonio storico-architettonico e tutela paesaggistico-ambientale, tra difesa dalle acque e difesa delle acque, quale futuro per la Laguna di Venezia, intesa con perimetro e area di influenza variabili a seconda dell’osservatorio adottato? È possibile pensare ad una rivitalizzazione del sistema lagunare in cui questi obiettivi possano trovare una integrazione proprio nella stessa Laguna quale matrice di connessione fisica e culturale? Quali opportunità si offrono oggi alla città di Venezia per riscoprire la sua dimensione territoriale – litoranea, anfibia e cosmopolita – e scoprire nella Laguna l’Ottavo Sestiere? Un Ottavo sestiere foriero di spazi per la residenza, lo svago, il lavoro e una rinnovata dimensione urbana a tutto campo, aperta verso gli spazi delle isole e della Laguna. Quali scelte strategiche possono concorrere sinergicamente alla valorizzazione di un patrimonio unico al mondo conservandone le specificità e attualizzandone lo sviluppo?”

Domande per le quali se non è stata trovata una risposta univoca durante il convegno, è stato senza ombra di dubbio aperto un ventaglio di possibili strade da percorrere.
Gli atti del convegno saranno a breve disponibili.

 

Articolo di Roberta Lazzari


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