Limiti alle altezze massime degli edifici nelle Zone A e Zone B

In materia di altezze massime, quale edificio deve considerarsi circostante rispetto a quello nuovo costruendo, ai fini dell’operatività dell’art. 8 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444? Proviamo a rispondere a questo quesito con il seguente post.

 

Anzitutto, l’art. 8 del decreto 1444/1968 dispone, per le zone A, che per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni che risultino ammissibili, l’altezza massima di ogni edificio non può superare l’altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico.

 

Per le zone B, invece, il medesimo articolo dispone che l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti, con la eccezione di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche, sempre che rispettino i limiti di densità fondiaria di cui all’art. 7.

 

Se analizziamo la giurisprudenza (cfr., ad esempio, Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 7731/2010 e T.A.R. Liguria, sez. I, sent. n. 424 del 23 marzo 2012), che si è occupata dei limiti di altezza per gli edifici da costruire in zona A, possiamo evidenziare che ha affermato che laddove lo strumento urbanistico comunale prescriva che l’altezza massima degli edifici di nuova costruzione non possa superare la media dell’altezza di quelli preesistenti circostanti.

 

Tale media non può che limitarsi ai soli edifici limitrofi a quello costruendo, a pena di svuotare la norma urbanistica di qualunque significato, mentre essa è appunto preordinata ad evitare che fabbricati contigui o vicini presentino altezze marcatamente differenti, considerato, peraltro, che l’assetto edilizio mira a rendere omogenei gli assetti costruttivi rientranti in zone di limitata estensione.

 

Tale linea interpretativa è stata ribadita anche per quanto concerne l’ipotesi di altezza massima nella zona B: nella sentenza n. 355 del 25 gennaio 2005 del T.A.R. Campania, sez. IV, Napoli, infatti, i giudici hanno ritenuto limitata agli edifici immediatamente limitrofi la media da calcolare per individuare l’altezza massima assentibile, “non risultando decisiva in senso contrario la maggiore altezza di edifici preesistenti ma non immediatamente circostanti”.

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