La videocamera che vede l’Invisibile

Un dispositivo in grado di individuare l’invisibile. È questa la nuova frontiera della ricerca nel campo dell’ingegneria elettronica, ma che potrebbe avere dei riflessi importanti anche nell’ambito delle costruzioni. I ricercatori della Missouri University of Science and Technology stanno infatti mettendo a punto una fotocamera, basata sulla tecnologia dei body scanners impiegati negli aeroporti, in grado di visualizzare qualsiasi cosa: dai micro difetti delle strutture aerospaziali al cancro della pelle, dai guasti nel calcestruzzo nei ponti fino all’utilizzo per la diagnosi energetica del costruito.

Il team di ricerca, guidato dal professor Reza Zoughi, ha sviluppato e brevettato una videocamera portatile che sfrutta segnali a micro onde per vedere, in tempo reale e in modo non distruttivo, all’interno di materiali e strutture.
In un futuro non troppo lontano”, dice Zoughi, “questa tecnologia potrà essere sfruttata per numerose attività diagnostiche su strutture critiche”. Come accennato, infatti, la videocamera che “vede l’Invisibile” sarà in grado, per esempio, di rilevare difetti nei materiali isolanti utilizzati per i veicoli spaziali e anche per quelli installati in ambito residenziale.

Come funziona
Il sistema, molto compatto, produce una serie di immagini dell’oggetto inquadrato a differenti profondità, quasi si operasse una sorta di risonanza magnetica. La velocità di processo delle immagini è di 30 immagini al secondo. Un laptop raccoglie i segnali emessi e li processa in immagini in tempo reale sullo schermo. L’intero sistema funziona con una normale batteria per PC portatili e può lavorare per diverse ore.

Allo stato attuale, la macchina lavora ponendo l’oggetto dell’indagine tra la videocamera e un dispositivo di ricezione dei segnali. I ricercatori stanno lavorando per modificare il dispositivo in modo tale da eliminare l’esigenza del ricevitore.
Il prof. Zoughi e i suoi collaboratori, son impegnati anche a ridurre ulteriormente le dimensioni della videocamera e a rendere possibile la creazione di proiezioni 3D delle immagini elaborate.
Normalmente, le micro onde, a differenza dei Raggi X, non hanno effetti ionizzati e possono produrre solo un aumento della temperatura”, aggiunge Zoughi. “Tuttavia, la tecnologia del dispositivo consente una grande sensibilità nel processare le immagini e un assorbimento modesto di energia elettrica”.

di Mauro Ferrarini

Fonte MST University


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