La nuova normativa tecnica UNI 11367 sulla certificazione acustica

Il mercato dell’isolamento acustico in Italia si trova oggi, dopo un percorso tortuoso, a una svolta epocale. Dal successo alla contestazione e, di nuovo, speriamo, all’exploit: questa è la storia che ha coinvolto progettisti e imprese appassionati “per legge” ai temi dell’acustica negli ultimi cinque anni. Vediamo cosa è successo e proviamo a ipotizzare cosa succederà nel dettaglio nel prossimo periodo.

In Italia fino all’introduzione della legge 447 del 1995 non erano previsti seri vincoli in materia di rumore e l’edilizia residenziale ha visto comparire per la prima volta delle restrizioni cogenti nel d.P.C.M. 5 dicembre 1997 attuativo della legge. La complessità della materia, unita alla trama un po’ farraginosa del decreto stesso, hanno da subito suscitato alcune perplessità in merito alla applicabilità dei Requisiti Acustici Passivi (RAP) introdotti.

In realtà, sin da subito le imprese più virtuose si sono attrezzate per introdurre sistemi e soluzioni che consentissero di raggiungere le nuove imposizioni legislative e, con gli idonei materiali e accorgimenti – e senza eccessivi aggravi di costi – la missione è risultata possibile. Tenendo conto che il d.P.C.M. 5 dicembre 1997 richiede il rispetto del valore di isolamento in opera (cioè a cantiere finito), il tema dell’acustica si è dimostrato trasversale alle figure della filiera, pretendendo una progettazione accorta, materiali di qualità e grande attenzione in fase di installazione.

A partire dal 2004 circa, si è assistito all’insorgere dei primi contenziosi legali (pochi dei quali finiti in tribunale e per lo più “transati” in fase stragiudiziale) che hanno visto privati acquirenti chiedere indennizzo ai costruttori a causa della mancanza del requisito acustico. Queste vicende, a volte drammatiche, hanno fortemente attirato l’attenzione soprattutto delle società di compravendita immobiliare sul tema dell’isolamento acustico (e ancora troppo poco quella delle pubbliche amministrazioni che avrebbero dovuto vigilare).

La promulgazione delle leggi comunitarie 2008 e 2009 ha visto l’inserimento di articoli che hanno in qualche modo alleggerito il “ricatto” sui costruttori/ venditori, richiedendo l’emanazione di nuovi decreti. Il primo passo è stato quello di redigere una nuova norma tecnica, la UNI 11367, che risolve la maggior parte delle lacune che erano presenti e, soprattutto, rende attuabile la tanto richiesta certificazione acustica degli edifici (leggi anche Classificazione acustica delle unità immobiliari: la UNI 11367). Con una conclusione analoga a quella già vigente in merito al consumo energetico, sarà possibile valorizzare commercialmente l’investimento in isolanti acustici con delle classi di merito.

Da queste premesse si attende solo la pubblicazione di un nuovo impianto legislativo che recepisca la norma tecnica, imponendo nuovi (o vecchi) limiti che siano questa volta raggiungibili, attuabili e condivisi.

Articolo di Carlo Luisi, direttore marketing Tecnasfalti-Isolmant


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