La nuova disciplina di accesso ai cantieri

A partire dal 25 settembre scorso è stata ridefinita la disciplina che regola accessi e accertamento presso i cantieri delle imprese interessate all’esecuzione di lavori pubblici.
Le nuove norme sono contenute nel d.P.R. n. 150 del 2 agosto 2010, che recepisce quanto disposto dall’art. 5 del d.lgs. 490/1994. Il decreto è stato pubblicato sul n. 212 del 10 settembre scorso della Gazzetta Ufficiale.

Il decreto è applicato a tutti i soggetti che intervengono a qualunque titolo nel ciclo di realizzazione dell’opera, anche con appalti di modesta entità (noli e forniture di beni e prestazioni di servizi, ivi compresi quelli di natura intellettuale, qualunque sia l’importo dei relativi contratti o dei subcontratti).

Gli accessi saranno effettuati da un gruppo interforze che sarà composto da funzionari della Polizia di stato, dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, della Dia, del provveditorato alle opere pubbliche e da un rappresentante della Direzione provinciale del lavoro.

Complessivamente il provvedimento, che si applica anche negli appalti di lavori sotto la soglia comunitaria di euro 4.845.000, è costituito di 7 articoli così rubricati:
– Oggetto e ambito di applicazione
– Accessi ed accertamenti nei cantieri
– Informazioni antimafia
– Effetti delle informazioni rilasciate a seguito degli accessi e degli accertamenti nei cantieri
– Procedimento per l’audizione degli interessati
– Acquisizione e gestione informatica dei dati
 -Entrata in vigore

Il provvedimento dà attuazione al c.d. pacchetto sicurezza della legge n. 94/2009 e intende colmare un vuoto nei controlli antimafia nel settore delle costruzioni che sono unicamente basati sulla normativa vigente (d.P.R. 252/1998). Tale “vecchia” normativa disponeva una verifica preventiva documentale condotta dalla stazione appaltante in fase di gara tramite la richiesta di presentazione del certificato antimafia della Camera di Commercio all’impresa partecipante, completo di “nulla osta antimafia”, ma mai su verifiche sui cantieri.

Secondo tale normativa, inoltre, solamente per i lavori sopra la soglia europea erano previsti anche i controlli successivi in cantiere oltre alla acquisizione, da parte dei soggetti pubblici che intendevano stipulare, approvare o autorizzare i contratti con privati, dell’informativa antimafia concernente la verifica circa l’insussistenza di tentativi mafiosi.
La direzione dei controlli verrà affidata ai prefetti, che hanno ereditato la competenza dell’Alto Commissario antimafia, e saranno svolti da gruppi interforze sopra ricordati.

In caso di segnalazioni di infiltrazioni mafiosi da parte del gruppo interforze, la valutazione circa il provvedimento da emettere spetterà al prefetto che, se ritiene l’impresa a rischio, può rilasciare un’informativa antimafia ovvero una segnalazione del pericolo che corre l’impresa o il subappaltatore. È sempre prerogativa del prefetto ascoltare in via preventiva l’impresa prima di emettere ogni tipo di provvedimento anche per verificare se la situazione può essere subito sanata. Una volta emessa, l’informativa antimafia va comunicata a tutti i soggetti pubblici compresa la stazione appaltante.

Fonti Aniem e Direzione provinciale del lavoro di Modena


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