L’Earthquake Early Warning dello tsunami in Giappone

Come abbiamo potuto constatare, le immagini che arrivano dal Giappone ci ricordano ancora una volta il potenziale distruttivo che può scatenare all’improvviso la Terra. Il numero di vittime è in continuo aumento, il numero di sfollati è dell’ordine delle decine di migliaia.
Lo tsunami generato da questo terremoto di magnitudo 8,9 ha scatenato un muro d’acqua che ha spazzato la costa orientale del Giappone (leggi anche Tsunami: un video sul perché e dove si originano e si propagano).

Il sisma è stato violentissimo. Per dare un’idea, quello che ha colpito Haiti (magnitudo 7) era 1.000 volte meno potente di quello che si è originato al largo dell’isola di Honshu nel primo pomeriggio di venerdì scorso, 11 marzo 2011.
Nonostante il bilancio disastroso di vittime e danni, molti si chiedono come sia stato possibile evitare una strage ancora più terribile. Infatti, nonostante i sofisticatissimi sistemi antisismici impiegati da anni nell’edilizia giapponese, poco si poteva fare contro l’onda di tsunami susseguente alla scossa tellurica.

Un fattore cruciale per la salvezza di moltissime vite è stato senz’altro il Sistema di Early Warning Sismico (Earthquake Early Warning) predisposto già da alcuni anni dalla Agenzia meteorologica giapponese (JMA).
Tale sistema consente l’invio tempestivo alla popolazione di un allarme che avverte dell’imminente arrivo di un terremoto o, in questo caso, di un’onda di tsunami.
Ventotto secondi dopo la scossa di terremoto che ha generato lo tsunami (cioè 9 secondi dalla prima registrazione del sisma nella stazione sismografica più vicina all’epicentro), il Sistema di Early Warning Sismico ha automaticamente inviato via Radio, Telefoni cellulari e TV un’allerta, che ha consentito ai cittadini di sapere dell’arrivo dell’onda anomala con un anticipo di circa dieci-sessanta secondi.

Pochi secondi che hanno salvato molte vite.

La pagina web dell’Earthquake Early Warning (JMA)


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